Chiunque, ovunque, abbia un più equo accesso a cure e medicine

Il messaggio del card. Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, in occasione della Giornata di Raccolta del Farmaco dell'8 febbraio

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 280 hits

“Dona un farmaco a chi ne ha bisogno”. Si intitola così la Giornata di Raccolta del Farmaco che si terrà in Italia e in altri paesi europei il prossimo sabato 8 febbraio e coinvolgerà oltre 3400 farmacie distribuite in 94 province e in più di 1.200 comuni. Tra questi, per la prima volta, anche Crotone, Arezzo, Caserta, Bolzano e Repubblica di San Marino.

L'iniziativa, giunta alla sua XIV edizione, farà da "corollario" alla Giornata Mondiale del Malato, che si celebrerà martedì 11 febbraio, sul tema “Fede e carità: …anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1 Gv 3,16). Recandosi nelle strutture che vi aderiscono, si potrà acquistare e donare farmaci da automedicazione che verranno destinati alle persone in stato di povertà su tutto il territorio nazionale. 

Per l'occasione, il cardinale Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha diffuso oggi un messaggio dal titolo“Operare in spirito di giustizia, di misericordia e di solidarietà". Nel testo, il cardinale spiega che "questa XIV edizione della Raccolta del Farmaco costituisce un’occasione privilegiata per ricordare che ancora oggi, in circa 90 Paesi del mondo, la popolazione riceve, dal sistema sanitario di appartenenza, meno della metà dei farmaci di base necessari".

E' necessario un forte impegno in questo ambito - afferma il porporato - perché, come sottolineato da Papa Francesco nell’ottobre scorso a Lampedusa, "non solamente i principali diritti civili e politici siano garantiti, ma si offra ad ognuno la possibilità di accedere effettivamente ai mezzi essenziali di sussistenza, il cibo, l'acqua, la casa, le cure sanitarie, l'istruzione e la possibilità di formare e sostenere una famiglia”.

Quello dell’accesso alle terapie farmacologiche necessarie è infatti un problema che incide gravemente nei Paesi economicamente svantaggiati e non solo. "La congiuntura economica che flagella anche diversi tra gli Stati cosiddetti 'ricchi' - osserva Zimowski - ha fortemente influito sia sui sistemi sanitari nazionali sia sulle possibilità di accesso delle persone e delle famiglie alle terapie anche indispensabili".

"Nel riflettere sull’importanza per ciascuno di noi di essere sempre responsabile e adeguato nella fruizione delle medicine", il cardinale ringrazia quindi "tutti i farmacisti e le imprese farmaceutiche che sanno unire le vere esigenze della loro attività all’impegno caritativo o comunque solidale, in termini sia nazionali sia internazionali".

Ricorda poi le parole che il Beato Giovanni Paolo II pronunciò nel suo Discorso alla Federazione Internazionale dei Farmacisti Cattolici, nel 1990: "La dignità della professione farmaceutica richiede che essa sia subordinata all’osservanza di un Codice morale rigoroso"."Questo - aggiunse Wojtyla - è particolarmente importante nella distribuzione, nella concezione e nell’uso delle medicine [...] Il rispetto di tale Codice di comportamento presuppone la fedeltà ad alcuni principi intangibili che la missione dei battezzati ed il dovere della testimonianza cristiana rendono particolarmente attuali”.

In tal senso, la Giornata della Raccolta del Farmaco può dunque costituire "un’opportunità per riflettere e, per quanto possibile, operare in spirito di giustizia, di misericordia e di solidarietà", aggiunge il presidente del Dicastero per gli Operatori Sanitari. Soprattutto, "in favore di un più equo accesso alle cure e alle medicine ovunque e per tutte le fasce di popolazione, con particolare riguardo a quelle più deboli: i bambini e gli anziani, i poveri e gli emarginati".

Nelle ultime righe del messaggio, il porporato cita la Caritas in Veritate di Benedetto XVI, e conclude affermando che "dal punto di vista internazionale è sempre più urgente che 'gli Stati economicamente più sviluppati' facciano il possibile per destinare maggiori quote del loro prodotto interno lordo per gli aiuti allo sviluppo, rispettando gli impegni che su questo punto sono stati presi a livello di comunità internazionale”. (S.C.)