"Ci lasciamo sempre sorprendere dalle cose dello Spirito"

Sebastiano Fascetta, da anni impegnato come formatore nel RnS, commenta la 37° Convocazione Nazionale e l'incontro con papa Francesco

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 375 hits

All’indomani della 37° Convocazione del Rinnovamento nello Spirito Santo e dell’incontro con papa Francesco allo stadio olimpico, per il movimento carismatico è ormai tempo di “uscita” dal “cenacolo” lungo i sentieri della Nuova Evangelizzazione. ZENIT ne ha parlato con Sebastiano Fascetta, membro di lungo corso del RnS, già coordinatore regionale in Sicilia e membro del Consiglio Nazionale.

Ci può raccontare come ha conosciuto il Rinnovamento nello Spirito Santo e come le ha cambiato la vita?

Ho 48 anni e conosco il movimento da 30. Devo dire che, attraverso questa esperienza, la mia vita è cambiata: ho scoperto la mia vocazione matrimoniale e ho conosciuto mia moglie con la quale percorro insieme il cammino nel movimento e ho avuto quattro figli maschi, a tre dei quali abbiamo dato i nomi degli arcangeli: Gabriele, Raffaele e Michele.

Nel Rinnovamento ho assunto parecchi incarichi a livello pastorale: per nove anni sono stato coordinatore regionale in Sicilia e per diversi anni sono stato nel Consiglio Nazionale e ho animato gli incontri di preghiera a Rimini. Attualmente sono impegnato nella formazione, sia a livello regionale che nazionale. Ho inoltre pubblicato alcuni libri per mettere a frutto l’esperienza che ho accumulato in questi anni a servizio dei fratelli e delle sorelle del movimento.

Questa 37° Convocazione si è svolta a Roma, per radunare più gente possibile nel cuore della cristianità, alla presenza del successore di Pietro. A suo avviso qual è stata la risposta del movimento?

Il movimento ha risposto benissimo, con la partecipazione di oltre 50mila persone, grazie anche alla presenza del Santo Padre: il momento storico che abbiamo vissuto è quindi di fondamentale importanza. Si avvertiva la necessità di cogliere questa opportunità che il Signore ci ha donato in questo tempo di grazia, anche con la presenza di papa Francesco. Da qui la scelta di lasciare Rimini, nostro punto di riferimento storico per le Convocazioni Nazionali, e assumere questa grande sfida di rischiarcela con una struttura enorme come lo Stadio Olimpico. Devo dire che è andata benissimo: al di là dei nostri limiti, lo Spirito Santo accoglie le nostre difficoltà ed è stato un grande tempo di grazia. Anche tra le persone si è notata una certa compostezza, grande commozione e afflato spirituale che generalmente non si vede in queste occasioni, dove i motivi di distrazione e dispersione potrebbero essere prevalenti. Invece il clima di preghiera e ascolto è stata una grande testimonianza del popolo di Dio.

Domenica è avvenuto l’incontro con papa Francesco. Come valuta le esortazioni che vi ha rivolto?

Ci sono degli organismi pastorali che naturalmente, a livello di consiglio nazionale, faranno delle scelte e valuteranno anche quello che il Papa ha detto, anche in relazione alle linee che si intendono adottare per la scadenza dei mandati a livello nazionale. Dal mio punto di vista, il Papa ha sottolineato degli elementi che riguardano un po’ tutto il Rinnovamento Carismatico e che ci interrogano anche a livello nazionale per conservare sempre la freschezza del carisma all’origine del Rinnovamento: quello della preghiera, dell’evangelizzazione e dell’accoglienza, sempre al servizio della Chiesa. Mi sembra che la linea del Rinnovamento da diversi anni sia proprio quella ecclesiale, quindi non credo che, da questo punto di vista, dobbiamo avere preoccupazioni particolari. Si tratta semplicemente di tornare all’esperienza genuina e carismatica che il Santo Padre, con afflato paterno e in qualità di pastore della Chiesa ha ben sottolineato.

Il Papa ha parlato di “Chiesa in uscita” e il vostro carisma, fondamentalmente, è quello della Pentecoste, dalla quale l’evangelizzazione si sprigiona verso tutto il mondo…

La nostra evoluzione naturale è stata quella di partire da una visione del “cenacolo” in cui si avvertiva la necessità della preghiera, di essere rafforzati nello Spirito, senza perdere di vista la dimensione dell’evangelizzazione. Ora, però, da diversi anni, il carisma dell’evangelizzazione si diffonde sempre più, non solo in ambito ecclesiale ma anche sociale, come avviene nelle carceri dove si annuncia il Vangelo e si porta il seminario di vita nuova: ci sono tante persone segnate da esperienze negative che, anche in carcere, fanno l’esperienza dell’effusione dello Spirito. In Sicilia abbiamo il polo d’eccellenza della Fondazione Istituto di Promozione Umana, dove, a Caltagirone, c’è tutta l’esperienza della riabilitazione alla vita e al lavoro da parte di chi ancora sta scontando delle pene. Quindi il Rinnovamento nello Spirito offre servizi come l’attenzione alle famiglie, l’assistenza ai disabili ai sofferenti. Questa è la cultura della Pentecoste con la quale cerchiamo di dialogare con il mondo sociale, civile e politico, senza annacquare il Vangelo ma piuttosto testimoniandolo e cercando anche di far capire come il Vangelo possa essere una linfa vitale per le relazioni sociali e a livello di pubblica amministrazione. Nel tempo abbiamo superato anche noi un certo modo di vedere la realtà del movimento soltanto come qualcosa che porta avanti l’annuncio della grazia permanente all’interno e dentro la Chiesa. Quando il Papa parla di “Chiesa in uscita”, credo che il Rinnovamento si trovi perfettamente in questa linea ma sempre lasciandosi sorprendere dalle cose dello Spirito e mai facendoci l’abitudine.

Il Rinnovamento ha molti “amici illustri”, cardinali e importanti uomini di Chiesa, che vi accompagnano e vi incoraggiano durante le vostre Convocazioni. Ce n’è qualcuno a cui sentite di essere particolarmente legati?

Non credo se ne possa indicare uno che faccia la differenza. In diversi periodi storici, abbiamo avuto varie figure illuminanti, penso all’inizio al cardinale Sounens, in seguito a padre Raniero Cantalamessa, che tantissime volte ha partecipato alle convocazioni a Rimini, testimoniando di aver ricevuto la preghiera di effusione: lui è un’altra persona che, per il suo carisma di predicazione, ha sempre testimoniato la realtà del Rinnovamento. Vi sono poi tanti cardinali che, più che amici del Rinnovamento, sono… amici dello Spirito Santo! Sono i pastori che lo Spirito Santo ha donato alla Chiesa, quindi non possiamo fare a meno di queste guide sapienti e intelligenti che ci accompagnano. Non ne privilegiamo alcuno rispetto ad altri, non abbiamo “santi protettori” nel mondo ecclesiale ma figure profetiche e carismatiche, pastori che devono discernere e riconoscere l’azione dello Spirito e, quando la riconoscono, ci sostengono e ci accompagnano.