Ci sarò perfino io

In Paradiso la misericordia di Dio ci riserverà le più grandi e inaspettate sorprese

Roma, (Zenit.org) Andrea Panont, O.C.D. | 242 hits

Mi piace ricordare un episodio accaduto tra alcuni specialisti e specializzandi in teologia, laici e religiosi.

In una specie di tavola rotonda ci si alternava a dare il proprio punto di vista sulla grandezza, altezza, profondità, larghezza della misericordia di Dio. Chi si dilettava a riportare le espressioni dei più grandi mistici, chi confidava le proprie esperienze alla luce del vangelo.

Verso la fine dell’incontro, quando si profila la conclusione, uno di noi ha azzardato a definire “bazzecole” le nostre opinioni di fronte al più grande mistero che qui in terra ti coinvolge,  ti sconvolge, ti sommerge, ti travolge e…in Paradiso ci riserverà le più grandi e inaspettate sorprese che riempiranno di gioia e di riconoscenza la nostra eternità.

Un altro ricorda che lassù sarà rovesciato, o meglio raddrizzato, il modo di guardare la colpa e il colpevole. Sarà una gara a scoprire chi è stato degno di maggiore misericordia; sarà gioia comune e moltiplicata svelare l’abbondanza della miseria sulla quale è potuta sovrabbondare la misericordia.

C’è chi ha affermato che ci sarà riconoscenza da tutti e per tutti; ci si prodigherà a ringraziare coloro che, grazie al percorso della loro conversione dal profondo del loro peccato alla vetta della santità, hanno accresciuto la gioia in cielo.    Sarà l’occasione di manifestare la festa di tutti per ciascuno e di ciascuno per tutti - ha concluso un altro.

A me è piaciuto dire che già il pensiero di incontrarvi Caino, Giuda…e giù, giù il lungo elenco di coloro che la storia definisce i più grandi delinquenti, mi fa sobbalzare dal gaudio.

Ma quando sarò là, la riconoscenza che mi attanaglierà e mi farà ubriaco di gioia sarà scoprire che “ci sarò perfino io”,  per l’abbondanza della misericordia ricevuta.

Misericordia che permette a Teresa d’Avila di autodichiararsi la più grande peccatrice di tutti i tempi e alla mia consorella Teresa di Lisieux l’invidiabile ambizione di esser stata la più amata per misericordia che l’ha prevenuta dalle cadute.   

Ciao da P. Andrea

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