Cina: arrestati cinque sacerdoti clandestini

Appartengono alla diocesi di Suiyuan (Hohhot), nella Mongolia Interna

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ROMA, mercoledì, 1 febbraio 2012 (ZENIT.org) - La polizia cinese ha arrestato lunedì scorso cinque sacerdoti della chiesa “sotterranea” della diocesi di Suiyuan (o Hohhot), nella Regione Autonoma della Mongolia Interna.

Nonostante si ignori ancora il motivo del blitz (la pubblica sicurezza non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione), gli arresti si sono verificati in una diocesi, nella quale la comunità “clandestina” conduce da anni una vita “tanto discreta quanto attiva”, come ha sottolineato il sito Eglises d’Asie (31 gennaio).

Secondo fonti ecclesiastiche, citate da UCA News (31 gennaio), gli arresti sono stati effettuati nella città di Erenhot, vicina al confine con la Mongolia. Secondo l’agenzia, si tratta dell'amministratore diocesano, padre Joseph Zhang, del rettore del seminario “clandestino” locale, padre Joseph Ban, e di tre parroci, i padri Ding, Wang e Zhao.

Una trentina di poliziotti e funzionari ha fatto irruzione nella casa di un fedele, nella quale i presbiteri si erano riuniti nel tardo pomeriggio per discutere il trasferimento di alcuni parroci.
Mentre le autorità non hanno fornito alcuna spiegazione, i responsabili laici della comunità “clandestina” hanno invitato i fedeli a pregare per ottenere un rapido rilascio dei sacerdoti arrestati.

Come osservano le fonti, l'azione della polizia a Erenhot viene ritenuta “molto insolita”. Infatti, per anni la comunità “clandestina” (non riconosciuta da Pechino e fedele a Roma e al Santo Padre) di Suiyuan ha condotto un’esistenza tranquilla. Ospitati presso varie famiglie, i circa 30 sacerdoti hanno potuto comunque lavorare nella massima discrezione, svolgendo il loro ministero in modo nascosto.

La diocesi copre un vasto territorio nel centro e nel sudovest della provincia della Mongolia Interna. Come ricorda Eglises d’Asie, la diocesi era stata guidata da monsignor Joseph Li Congzhe fino alla sua morte, avvenuta all’età di 87 anni, nel giugno del 2002. Dopo la sua scomparsa, la diocesi è stata presa in mano proprio da padre Joseph Zhang, uno dei cinque arrestati.

Ufficialmente, la diocesi, che aveva il rango di arcidiocesi, non esiste più. È stata abolita, infatti, negli anni ’80, in seguito alla riorganizzazione territoriale delle diocesi da parte delle autorità cinesi ed integrata in quella della capitale della provincia, Hohhot.

Hohhot ha un vescovo “ufficiale” dall’aprile 2010 nella persona di monsignor Paul Meng Qinglu, 47 anni, la cui ordinazione episcopale è avvenuta con l’approvazione della Santa Sede e con l’avallo delle autorità cinesi. Aiutato da un sacerdote più anziano, padre Meng aveva assunto la guida della diocesi di Hohhot dopo la morte del vescovo “ufficiale”, mons. Johannes Wang Xixian, avvenuta nel maggio 2005.