Cinema e famiglia: tra cultura e mercato

Anche in questo ambito "di fronte alla bellezza non c'è crisi che tenga": se ne è dibattuto al Fiuggi Family Festival

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di Gaia Bottino

FIUGGI, venerdì, 27 luglio 2012 (ZENIT.org) - Il cinema, oltre ad essere un momento di svago, rappresenta ancora per le famiglie un occasione di condivisione e di  crescita? Riesce quest’arte a regalare dei momenti di bellezza che, nonostante la crisi economica e di valori vissuta dalla società contemporanea, rimangono delle perle ricercate?

Questi i temi trattati durante la tavola rotonda svoltasi nella Sala Consiliare del Comune di Fiuggi in occasione della V edizione del Fiuggi Family Festival, moderato dalla presidente della manifestazione, Antonella Bevere, e che ha visto tra i relatori, Claudio Santini, capo segreteria del Ministro per i Beni Culturali, Francesco Belletti, Presidente del Forum delle associazioni familiari, Cristian Gianfreda della comunità Papa Giovanni XXIII e Antonio Autieri, giornalista ed esperto di cinema.

A dare inizio al dibattito è stato l’avv. Santini che ha esposto una relazione redatta dalla direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni Culturali: nel documento si sostiene che, secondo il decreto legislativo 28 del 2004, i lungometraggi o cortometraggi destinati alle famiglie devono contenere una rilevanza sociale e ricoprire una funzione educativa ed aggregativa per il nucleo familiare.

Il Ministero dei Beni Culturali, secondo la relazione esposta da Santini, ha sviluppato delle iniziative per incentivare la produzione di cultura cinematografica rivolta ai giovani, stimolando così in maniera positiva il loro immaginario e fornendo delle chiavi di lettura adeguate che permetta loro di interpretare in maniera corretta la realtà.

Il cinema rivolto ai ragazzi, e quindi di riflesso all’intera famiglia, può determinare non solo un impatto educativo ma anche economico: a questo proposito è fondamentale  in Italia, ha detto Santini, la costruzione di sale cinematografiche su misura per le famiglie, l’adozione di una programmazione flessibile degli spettacoli e promozioni speciali per il pagamento dei biglietti.

Il prof. Belletti si è invece soffermato sul fatto che oggi i punti di ritrovo per le famiglie non sono più i cinema ma i centri commerciali; le vecchie sale hanno lasciato spazio alle grandi multisala dotate di sale videogiochi, piste da bowling e negozietti di dolciumi che hanno sicuramente diversificato l’offerta, ma hanno tolto un po’ di quella magia tipica delle sale alla Nuovo Cinema Paradiso.

“Il cinema è prima di tutto una narrazione e nella società frenetica del multitasking, prestare attenzione ad una storia diventa sempre più difficile, soprattutto per i più giovani, distratti da mille dispositivi tecnologici e ormai abituati a svolgere più di un’attività contemporaneamente - ha affermato il Presidente del Forum delle associazioni delle famiglie -. Oggi i ragazzi hanno la possibilità di guardare un film con il loro tablet e, nello stesso momento, inviare una mail e chattare con gli amici su Facebook.”

Secondo Belletti, il cinema può tornare ad essere “family friendly” tramite la creazione di spazi dedicati ai più piccoli e di sistemi per abbattere i costi oramai proibitivi per un nucleo familiare.

“Il cinema italiano di oggi dedica poco spazio al racconto di storie riguardanti le famiglie - ha continuato Belletti -. È necessario che si realizzino delle pellicole incentrate su storie familiari provenienti dalla vita quotidiana, molto diverse dal ‘modello Mulino Bianco’, ma in cui possa apparire uno spaccato realistico dei momenti positivi e negativi vissuti all’interno delle famiglie. Le famiglie cosiddette normali, sono le protagoniste indiscusse di grandi drammi ma anche di grandi eroismi”.

A prendere la parola è stato poi il dott. Gianfreda della Comunità Papa Giovanni XXIII che ha voluto sottolineare come il cinema debba raccontare storie forti, significative che possano trasmettere un messaggio di verità e speranza: “Chi lavora nell’industria del cinema -  ha detto Gianfreda - ha gli strumenti adeguati per proporre al pubblico dei messaggi positivi. Soprattutto quando i fruitori del prodotto cinematografico sono coloro che appartengono alle categorie più deboli della società”.

A terminare del dibattito, un’affermazione del giornalista Antonio Autieri ha riassunto le conclusioni dell’incontro: di fronte alla bellezza, non c’è crisi che tenga. Soprattutto in un periodo di crisi, è il valore delle proposte cinematografiche ad invogliare le famiglie a tornare nelle sale ma è anche importante che il pubblico sappia scegliere e non si limiti alla visione dei soliti cinepanettoni per riunire tutta la famiglia davanti ad un maxi schermo.