“Civiltà Cattolica”: la Chiesa non condanna il femminismo in sé

Critica piuttosto l’ideologia del genere che distrugge la famiglia

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 27 settembre 2004 (ZENIT.org).- La Chiesa cattolica non condanna il femminismo in sé, ma quelle correnti che hanno adottato l’ideologia del genere per sminuire il ruolo fondamentale della famiglia, spiega una rivista le cui bozze sono state revisionate dalla Santa Sede.



“La Chiesa non condanna il femminismo in blocco, perché riconosce che esso, nonostante i suoi errori e le sue esagerazioni, ha fatto riconoscere la dignità della donna e la sua uguaglianza con l’uomo”, ha affermato l’editoriale contenuto nel quaderno 3702 (18 settembre 2004) di “La Civiltà Cattolica”, rivista romana della Compagnia di Gesù.

L’articolo offre il proprio commento alla “Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo”, pubblicata il 31 luglio dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

L’uguaglianza dell’uomo e della donna “pur nella diversità sessuale e psicologica” deve far superare “ingiuste discriminazioni”, insiste la rivista.

Allo stesso tempo, si mette in guardia sul fatto che l’ideologia del genere “è particolarmente pericolosa perché mette in questione la famiglia”.

“L’ ‘ideologia del genere’ ha come obiettivo quello di superare il presunto ‘determinismo biologico’ che imporrebbe l’orientamento sessuale facendo del ‘genere’ una semplice scelta personale ed attribuendo a qualunque tipo di convivenza, come ad esempio il matrimonio omosessuale, lo status di famiglia”.

“Oggi la famiglia è attaccata da ogni parte. Questo spiega perché la Chiesa intervenga con tanta frequenza nella sua difesa”, si legge.

Ciò che la Chiesa critica è il fatto che nella ideologia del genere sia posta in questione la famiglia, “insidiata sia dalle unioni di fatto sia dal diffondersi delle pratiche omosessuali”.

Le dieci pagine dell’articolo offrono la visione della Chiesa sul movimento femminista, tenendo conto degli aspetti che possono essere considerati come risultati storici.

“Bisogna sottolineare fortemente che nella Chiesa della seconda metà del secolo XX non si sono corretti molti errori del passato circa la natura femminile, i compiti della donna e la sua subordinazione all’uomo, ma la questione femminile è stata profondamente ripensata”, sottolinea la rivista.

Dopo aver riportato il magistero di vari Papi sulla donna, l’articolo afferma che “è stato Giovanni Paolo II a dotare la Chiesa della più piena valorizzazione della donna”, sottolineando la sua “dignità di essere umano al pari dell’uomo”.