Comandano gli ammalati

Tutti gli altri che vi girano attorno a diverso titolo sono, in modi diversi, i loro "servitori"

Roma, (Zenit.org) Andrea Panont, O.C.D. | 297 hits

Alle 8.00 sono già al parcheggio dell’ospedale. Scendo dalla macchina per fare due passi prima del mio turno di riabilitazione in palestra. In quel tratto, incontro persone che lavorano a vario titolo all’ospedale. Riconosco qualche infermiere che con un saluto sbrigativo, denuncia un po’ di ritardo; qualche primario, riconoscibile  dalla solennità dell’incedere, dall’atteggiamento serioso.

Quelli delle pulizie li riconosci dal camminare sciolto e affrettato, dalle mani che reggono la scopa e il sacco portato sulla spalla. Già sono  sull’impalcatura i muratori che impugnano la cazzuola, intenti ad accarezzare il muro di cinta e rivestirlo di malta.

Incroci un via vai di camioncini che dalle varie lavanderie trasportano sacchi e sacchi di roba lavata e da lavare. Se osservi nei guardaroba spalancati e in pieno lavoro, vi noti persone semplici che, faticando, sanno anche scambiarsi il buon giorno e le prime impressioni della giornata.

Chi di questi è più importante? Chi regge le sorti dell’ospedale? Chi serve o chi è servito? Chi comanda e chi obbedisce?

Le persone più importanti in ogni ospedale, coloro che hanno diritto di essere serviti come si soccorre Gesù, i veri “padroni della casa”, afferma don Calabria, sono gli ammalati. Tutti gli altri che vi girano attorno a diverso titolo sono, in modi diversi,  i loro “servitori”.

Ciao da p. Andrea

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