Come, dove e quando proclamare il Vangelo

Il Vescovo di Zrenjanin (Serbia) interviene nel Circolo minore Germanicus della diciassettesima Congregazione generale del Sinodo

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di mons. Ladislav Nemet, S.V.D.

CITTA' DEL VATICANO,  domenica, 21 ottobre 2012 (ZENIT.org) - Riportiamo di seguito la relazione di S.E.R. Mons. Ladislav Nemet, S.V.D., Vescovo di Zrenjanin (Serbia), nei lavori del Circolo Minore Germanicus durante la diciassettesima Congregazione generale del Sinodo dei Vescovi (venerdì 19 ottobre 2012).

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1. Il Vangelo che viene proclamato.
Il Vangelo che si dovrebbe trasmettere accende la speranza, poiché racchiude in sé la promessa della vita eterna. Ha un contenuto chiaro: la conoscenza di Dio, che si è reso manifesto in Gesù Cristo; ed è un Vangelo di santificazione.

2. Il mondo in cui il Vangelo viene proclamato.
Il mondo è creazione di Dio; la nostra storia e la nostra cultura sono iscritte nella storia salvifica di Dio. Noi abbiamo bisogno di entrare in dialogo col mondo: con gli uomini di oggi. L’evangelizzazione nella Chiesa delle origini è sempre andata alla ricerca dei semi della Parola di Dio nella cultura del presente.

3. I luoghi in cui il Vangelo viene proclamato.
La parrocchia - o la comunità ecclesiale - è il primo luogo dell’evangelizzazione. Osserviamo anche tuttavia i forti cambiamenti che avvengono nelle parrocchie, che diventano più grandi. Quindi la nuova evangelizzazione dovrebbe inaugurare vie e piazze di dialogo nei luoghi in cui non esiste un contatto con la parrocchia o con la piccola comunità cristiana. 

4. Gli uomini che proclamano il Vangelo.
La famiglia è un luogo privilegiato della trasmissione della fede. Tuttavia non possiamo fare a meno di notare che molte unioni falliscono, quindi le famiglie si rompono.
Infine è importante per i paesi che sono qui rappresentati dai Vescovi nel nostro circolo, che venga coltivato il contatto ecumenico.