Comprendere per aiutare

Movimento per la Vita e sindrome post-aborto

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ROMA, venerdì, 30 novembre 2012 (ZENIT.org) – Si è svolto ieri pomeriggio alle ore 17:30 presso la cappella universitaria di Siena la conferenza: “Aborto… e dopo? I traumi correlati all’aborto volontario”. Relatrice dell’incontro è stata la dott.ssa Cristina Cacace, psicologa - psicoterapeuta e ricercatrice presso l'Istituto di Terapia cognitivo-interpersonale di Roma, che da più di 15 anni segue donne che hanno abortito.

Il gruppo Giovani del MpV Toscano insieme al Centro d’aiuto alla Vita e alla Cappella Universitaria di Siena hanno promosso questo incontro per porre l’attenzione sul drammatico tema dell’aborto e sulle problematiche umane, sociali connesse. Nel solo 2011 in Italia hanno abortito 109.538 donne (dato provvisorio Ministero della Salute).

Al termine della conferenza la dott.ssa Cristina Cacace ha dichiarato: “I maggiori studi internazionali sull'argomento sono concordi nell'affermare che l'aborto volontario è un esperienza traumatica per la maggior parte delle donne che lo compiono. Inoltre, gli studi evidenziano anche che il disagio psichico correlato all'IVG non é influenzato dal sistema di valori di appartenenza della persona.

Il dolore profondo che sperimentano le donne non è solo dovuto all'uccisione del proprio bambino ma anche alla morte di una parte psichica della madre. Purtroppo le donne non sono informate dei rischi psicologici del l'aborto volontario e così non solo decidono di abortire senza essere totalmente consapevoli delle conseguenze ma poi non pensano neanche di poter essere aiutate a superare il trauma”.