"Con il canto penso di esprimere la bellezza di Dio"

Suor Cristina Scuccia trionfa a "The Voice". Dopo la vittoria, ottenuta con il 62% di televoti, la giovane religiosa siciliana ha voluto recitare il Padre Nostro in diretta TV

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 383 hits

Era diventato il fenomeno musical-mediatico dell’anno. Già dalla sua prima apparizione a The Voice, Suor Cristina Scuccia era stata incoronata come la vincitrice morale della manifestazione canora di Raidue.

Ieri sera il trionfo: la venticinquenne religiosa siciliana ha vinto il talent show con il 62% dei televoti, piazzandosi davanti a Giorgia Pino, Tommaso Pini e Giacomo Volli. A conclusione della sua esibizione, Suor Cristina ha chiesto e ottenuto di recitare un Padre Nostro “tutti insieme, tenendosi per mano”, con gli altri ospiti presenti in studio.

La volata finale della suora-cantante non era così scontata. Nell’arco di questi due mesi, le sue performance hanno letteralmente diviso critica e pubblico.

Se da un lato era piuttosto difficile sindacare sulle notevoli doti canore di Suor Scuccia, dall’altro la sua partecipazione a The Voice, aveva suscitato un ampio dibattito in merito all’opportunità della presenza mediatica del clero e dei religiosi, in particolar modo sul piccolo schermo.

Ed effettivamente, negli ultimi 30 anni, ogniqualvolta un prete o un frate erano finiti in TV in vesti canore, l’effetto banalizzazione era quasi sempre tristemente prevalso.

La giovane orsolina ha tuttavia spiazzato tanto i laici quanto i cattolici. In primo luogo per aver trasmesso l’immagine di una chiesa dinamica che “esce dalle sacrestie” per conoscere il mondo, pur senza essere del mondo e, al tempo stesso, per essere rimasta fedele alla sua vocazione e al suo “abito” anche nel contesto di uno spettacolo televisivo.

La sua prima esibizione ha dunque fatto il giro del mondo, ripresa dalla stampa e delle TV mondiali. A farle da volano untweet dell’attrice Whoopi Goldberg che, molto divertita, si è complimentata con lei, ripensando alla sua storica interpretazione di Sister Act.

Le perplessità dei cattolici sono state ampie e diffuse. A Suor Cristina è stato rimproverato di aver banalizzato l’immagine della via consacrata, di essere andata come “pecora in mezzo ai lupi” in un ambiente spietatamente secolarizzato ed arrivista come quello televisivo.

L’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica, non sempre così benevole, hanno in parte pesato psicologicamente su Suor Cristina che, dopo la vittoria, ha pubblicamente ringraziato “tutti quelli che mi hanno aiutato in questo momento difficile”.

Partecipando e poi vincendo The Voice, la religiosa ha colpito il cuore di due “duri” come J-AX e Piero Pelù. Il primo è stato il coach di Suor Cristina, che non nascose la sua commozione dopo il primo show e che ieri sera ha detto: “Il clamore mediatico ha spezzato me e non oso immaginare cosa possa essere stato per una suora venticinquenne”. 

Da parte sua Pelù ha osservato come Suor Cristina, in questi mesi, “sia stata brava anche a gestire lo stress per tutto quello che è stato detto”.

Vedere una suora familiarizzare con personaggi dello spettacolo dall’immagine controversa – secondo alcuni addirittura ‘luciferina’ – è risultato poco gradito a molti. Per quale motivo una religiosa, pur di apparire in televisione, dovrebbe scendere ai patti con il mondo? È la domanda ricorrente di molti cattolici sui social network.

Va detto che suor Cristina nel corso delle sue apparizioni su The Voice ha sempre portato la sua testimonianza di fede: “da quando ho avuto la vocazione mi sono ritrovata in braccio a Gesù e con il canto penso di esprimere la bellezza di Dio”, aveva dichiarato qualche settimana fa.

La religiosa siciliana, che ha sempre detto di voler utilizzare il suo canto per farsi strada nel mondo dei giovani e svolgervi opera di evangelizzazione, di recente aveva anche precisato di rimettersi alle decisioni delle sue superiori e di non voler “gestire nulla”, nemmeno dopo una eventuale vittoria.

Lieto fine e tutti felici e contenti? Niente affatto, la sfida inizia solo ora… Qualunque uomo o donna indossi l’abito talare o il velo ha una responsabilità precisa davanti al mondo e davanti ai laici: essere espressione dell’amore di Dio. Sempre ed in modo radicale ed esclusivo.

C’è da sperare che suor Cristina doppiamente coraggiosa (per aver preso i voti in un’epoca come quella attuale e per aver mostrato una grande gioia e libertà in questa veste), saprà esprimere altrettanto grande coraggio nel non cedere alla vanità, né ai compromessi con il mondo, e rimanga fedele alla sua intenzione di portare Cristo a chi non lo conosce.