Con il Santo Padre nella "vigna mediatica"

Padre Domenico Paoletti, preside del Seraphicum, apre il suo account su Twitter

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ROMA, martedì, 11 dicembre 2012 (ZENIT.org) - “La scelta di papa Benedetto XVI di essere presente su Twitter riveste una grande importanza e merita un’adesione ampia, a cominciare da noi religiosi”.

Lo ha affermato in una nota Padre Domenico Paoletti, frate minore conventuale, docente di teologia fondamentale e preside della Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” Seraphicum, che da domani comincerà a lanciare i suoi tweet dall’account @fraterdominicus.

“Non sono mai stato presente sui social network - spiega il teologo - e sinceramente non so se avrei mai fatto questo passo così lontano dalle mie abitudini e dai miei impegni ecclesiali e accademici. Al di là dei tanti e diversificati commenti di questi giorni, ho interpretato la scelta di papa Benedetto come un invito, forse un vero e proprio richiamo, a seguirlo come un semplice e umile lavoratore nella vigna mediatica”.

Dunque una scelta di adesione a quella comunicazione ed evangelizzazione che sappia tenere il passo con i tempi, con le innovazioni tecnologiche e sociali, raggiungendo gli uomini e le donne laddove vivono e si incontrano, negli spazi reali come in quelli virtuali.

“Un passo che ritengo necessario e per il quale ringrazio il Santo Padre per l’incoraggiamento - aggiunge padre Paoletti - credo che essere presenti nei nuovi spazi sociali risponda anche all’impegno e alla missione apostolica condotta dal mio confratello san Massimiliano Kolbe che fu un vero e proprio paladino in questo ambito, sensibile a cogliere le nuove opportunità tecnologiche e di inculturazione”.

Da domani quindi l’avvio di questo spazio di incontro e confronto, per far riecheggiare nella rete il contributo francescano alle sfide della modernità.

Il primo “cinguettio” in realtà sarà un retweet: “sicuramente avvierò questa esperienza comunicativa rilanciando il primo tweet del papa, una scelta simbolica per mettermi umilmente sui suoi passi e per seguirlo anche nell’ambiente digitale”, ha poi concluso il padre francescano.