Conclusa la prima riunione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori

Proposti al Papa degli Statuti per definire natura e struttura della Commissione e "pratiche migliori" per la protezione dei minori, con programmi di addestramento, educazione, formazione, e risposte agli abusi

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 301 hits

Nel giorno in cui si celebra la XVIII Giornata Bambini vittime contro la pedofilia, si conclude la prima riunione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori istituita nei mesi scorsi da Papa Francesco. L'incontro si è tenuto dal 1° maggio presso la Casa Santa Marta, in Vaticano; l'obiettivo è stato presentare al Santo Padre le raccomandazioni relative alle funzioni della Commissione, oltre a fare proposte per la nomina di ulteriori membri provenienti da diverse parti del mondo.

Tra i presenti a questa prima riunione, provenienti da i diversi Paesi: il cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap, Stati Uniti d'America; Catherine Bonnet, Francia; Marie Collins, Irlanda; Sheila Baroness Hollins, Regno Unito; Claudio Papale, Italia; Hanna Suchocka, Polonia; Humberto Miguel Yáñez, S.I., Argentina e Hans Zollner, S.I., Germania.

A conclusione dell’incontro, la Commissione ha poi rilasciato una dichiarazione che è stata illustrata ai giornalisti, questa mattina, in un briefing presso la Sala Stampa vaticana.“Mentre iniziamo insieme il nostro servizio - scrivono i membri della Commissione nel testo - desideriamo esprimere la nostra profonda solidarietà a tutte le vittime che hanno subito abusi sessuali come bambini o come adulti vulnerabili, e desideriamo rendere noto che, dall'inizio del nostro lavoro, abbiamo adottato il principio che il bene di un bambino o di un adulto vulnerabile è prioritario nel momento in cui viene presa qualsiasi decisione".

"Nel corso dei nostri incontri - si legge ancora - ognuno di noi ha potuto condividere idee, esperienze e aspirazioni per questa Pontificia Commissione. Rispondendo alle richieste del Santo Padre, queste discussioni sono state dedicate alla natura e agli obiettivi della Commissione e all'ampliamento del numero dei membri, così da includere persone provenienti da altre aree geografiche e altre aree di competenza". Nelle conversazioni, i membri della Commissione riferiscono di aver anche esaminato "molte proposte sui modi in cui la Commissione potrebbe collaborare con esperti di diverse aree connesse con la salvaguardia di bambini e adulti vulnerabili. Abbiamo anche incontrato alcuni membri della Curia Romana relativamente ad aree di futura cooperazione, fra i quali rappresentanti della Segreteria di Stato, della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero, della Sala Stampa della Santa Sede e della Gendarmeria Vaticana".

"In quanto Commissione Consultiva del Santo Padre - aggiungono - comunicheremo a Papa Francesco i risultati del nostro lavoro. A suo tempo proporremo iniziative per incoraggiare la responsabilità locale nel mondo e la condivisione reciproca delle 'pratiche migliori' per la protezione di tutti i minori, con programmi di addestramento, educazione, formazione, e risposte agli abusi". Condivisa con Papa Francesco anche l'importanza data ad alcune aree nel futuro lavoro: "Riteniamo particolarmente importante garantire l'esercizio della responsabilità (accountability) nella Chiesa, compreso lo sviluppo degli strumenti per protocolli e procedure efficaci e trasparenti".

Al Papa verranno quindi proposti degli Statuti "per esprimere più precisamente la natura della Commissione, la sua struttura, la sua attività e i suoi obiettivi". È chiaro, ad esempio - sottolineano i membri - "che la Commissione non tratterà casi individuali di abuso, ma potrà presentare raccomandazioni sulle direttive per assicurare l'obbligo della responsabilità (accountability) e le pratiche migliori".

Negli Statuti, inoltre, verranno presentate proposte specifiche "per sottolineare le vie per sensibilizzare le persone sulle tragiche conseguenze degli abusi sessuali e sulle conseguenze devastanti del mancato ascolto, dei mancati rapporti di sospetto di abusi, e del mancato sostegno alle vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie". "Mentre i cattolici - si legge nella dichiarazione - si impegnano a rendere le nostre parrocchie, scuole ed istituzioni, luoghi sicuri per tutti i minori, noi ci impegniamo insieme con le persone di buona volontà a garantire che i bambini e gli adulti vulnerabili siano protetti dagli abusi. Chiediamo le preghiere di tutti coloro che desiderano sostenere il lavoro della Commissione".