Conclusa la vicenda del vescovo di Limburg: mons. Tebartz-Van Elst dà le dimissioni

Nominato ora nella Diocesi tedesca un Amministratore apostolico. Intanto il Papa chiede al clero e ai fedeli di impegnarsi a ritrovare un clima di "carità e riconciliazione"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 357 hits

La diocesi tedesca di Limburg può dire addio a mons. Franz-Peter Tebartz-Van Elst, il vescovo balzato alle cronache mondiali per l’uso smoderato di denaro. Una vicenda che aveva provocato forti e controverse polemiche tra i giornali cattolici in Germania, che ‘accusavano’ il presule di viaggi in prima classe e di una ristrutturazione dell’episcopio costata circa 31 milioni di euro.

Spese, queste, su cui ha indagato - e che poi ha certificato - una piccola Commissione istituita dalla Conferenza Episcopale tedesca, dopo la 'visita fraterna' del cardinale Giovanni Lajolo, ex-nunzio apostolico in Germania, nello scorso mese di settembre. Da quelli che sembravano semplici sospetti, si è passati invece ad una notizia concreta: le dimissioni del vescovo.

Comunica infatti la Sala Stampa vaticana: “Il Papa ha accettato la rinuncia di mons. Franz-Peter Tebartz-Van Elst all’ufficio di vescovo di Limburg, in Germania, in conformità al can. 401 §2 del Codice di Diritto canonico”. Ad occupare la sede vacante è stato nominato, per ora, un “amministratore apostolico”: mons. Mandred Grothe.

A renderlo noto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, che ha letto stamane ai giornalisti un comunicato in cui si legge: “Con riferimento all’amministrazione della diocesi di Limburg, in Germania, la Congregazione per i Vescovi ha studiato attentamente il rapporto della commissione voluta dal Vescovo e dal capitolo cattedrale, per intraprendere approfondite indagini circa le responsabilità coinvolte nella costruzione del Centro diocesano ‘St. Nikolaus’”. 

“Atteso che – prosegue la nota - nella diocesi di Limburg si è venuta a determinare una situazione che impedisce un esercizio fecondo del ministero” di mons. Tebartz-van Elst, la Santa Sede “ha accettato le dimissioni presentate dal presule in data 20 ottobre 2013 e ha nominato un amministratore apostolico”. Grothe, appunto.

Il vescovo uscente non rimarrà tuttavia a bocca asciutta: la stessa nota informa che “riceverà in tempo opportuno un altro incarico”. Intanto Papa Francesco calma gli animi e chiede al clero e ai fedeli della diocesi di Limburg “di voler accogliere le decisioni della Santa Sede con docilità e di voler impegnarsi a ritrovare un clima di carità e riconciliazione”.

Nel pomeriggio il cardinale Reinhard Marx, neo presidente della Conferenza Episcopale tedesca, ha convocato una conferenza stampa in cui verrà pubblicato il rapporto della Commissione istituita per la vicenda del vescovo dissipatore, disponibile poi sul sito www.dbk.de.

Le polemiche sul modo di Tebartz-van Elst di guidare la diocesi risalgono ai primi mesi della sua nomina episcopale per volontà di Benedetto XVI, nel 2008. Già allora il presule e il vicario generale, Franz Joseph Kaspar, salgono a bordo di un volo in prima classe diretto in India. Una cosa che fa storcere il naso di parecchi rappresentanti della stampa cattolica, in particolare lo Spiegel, e anche della procura locale.

La bufera però scoppia nel 2013, con l’inaugurazione del nuovo Centro Diocesano St. Nikolaus’, la cui costruzione era già stata stabilita dal capitolo del Duomo prima dell’ingresso in diocesi di Tebartz-van Elst. Il problema è che – riportano i giornali tedeschi - il nuovo Centro sia costato 10 milioni di euro, esattamente il doppio delle iniziali previsioni. E sembra che la maggior parte delle spese sia stata impiegata per la ristrutturazione degli appartamenti privati del vescovo.

I media – che già lo avevano preso di mira – si scagliano contro il presule, alzando un polverone tale da richiedere l’intervento del cardinale Lajolo per fare un po’ di luce sulla vicenda. L’ex-nunzio in Germania compie quindi una “visita fraterna” a Limburg e stabilisce che una squadra della DBK deve effettivamente verificare registri e conti. In mezzo a congetture, dicerie e notizie a metà, ciò che emerge a fine indagini è ancora più imbarazzante: 31 milioni spesi per la ricostruzione dell’episcopato. A renderlo noto è la stessa Diocesi di Limburg, ad ottobre.

Nello stesso mese Tebartz-van Elst si reca in Vaticano per incontrare Papa Francesco. Il Pontefice gli concede udienza solo dopo qualche giorno, dopo essersi consultato prima con il presidente della Conferenza Episcopale uscente, mons. Robert Zollitsch, e l'arcivescovo di Colonia, il card. Joachim Meisner. La sera prima dell'udienza del Papa, l’ex vescovo di Limburg aveva ricevuto, al suo domicilio romano, la visita di mons. Georg Gaenswein, prefetto della Casa pontificia, suo connazionale, che in seguito lo difende pubblicamente.

Il 23 ottobre, la Sala Stampa della Santa Sede diffonde poi un comunicato simile a quello di oggi: “Nella Diocesi si è venuta a creare una situazione nella quale il vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, nel momento attuale non può esercitare il suo ministero episcopale”. Per il momento il vescovo viene autorizzato dalla Santa Sede ad “un periodo di permanenza fuori della Diocesi”. Intanto proseguono ulteriori indagini e approfondimenti.

Mons. Zollitsch presenta i risultati a Roma nei primi giorni di marzo. Dopo un mese, quindi, la conferma delle dimissioni.