Confienza: in Italia la fede c'è

La visita e la testimonianza di padre Piero Gheddo in una piccola comunità parrocchiale nel vercellese

Roma, (Zenit.org) Alberto Zanada | 760 hits

Domenica 20 gennaio, è stata caratterizzata da una presenza importante nella nostra comunità: padre Piero Gheddo, cogliendo l’invito del parroco don Roberto Tornielli e di alcuni parrocchiani è venuto tra noi a celebrare l‘Anno della Fede: una giornata di spiritualità e di incontri nella nostra parrocchia.

Il nostro piccolo centro con i suoi 1700 abitanti ha da sempre radici agricole e con il trascorrere degli anni, pur soffrendo l’abbandono delle comunità rurali nelle cascine, non ha perso la sua economia agricola di base, con in più la presenza di un paio di aziende del  settore chimico.

Avere tra di noi un missionario e giornalista così conosciuto (i suoi genitori Rosetta e Giovanni sono in cammino per la Beatificazione) ha messo in moto una macchina organizzativa che ha coinvolto l’intera comunità sia parrocchiale che civile, compresi il Comune e le scuole elementari e medie.

Alla Santa Messa, solennizzata dalla corale e da una schiera di chierichetti e chierichette, padre Piero ha parlato della Fede con passione e ha insistito nel dire che la fede va vissuta amando il Signore Gesù e diventando a poco a poco più simili a lui, perché tutti siamo chiamati alla santità; e a diventare missionari nella nostra Italia, specie in questo anno della “Nuova evangelizzazione”. Ha commosso i fedeli raccontando alcuni esempi della sua vita missionaria e dei suoi genitori.

Nel pomeriggio in oratorio, il salone era pieno di bambini e ragazzi, maschi e femmine, alla presenza del sindaco e di numerosi genitori e adulti, padre Piero ha risposto alle domande che gli alunni delle scuole avevano preparato, sulle sue visite alle missioni e sulla vocazione missionaria. L’entusiasmo è stato grande perché, com’è noto, i bambini e i giovani sono persone semplici e sensibili ai nobili ideali del Vangelo e hanno grandi potenzialità di fare il bene! Il nostro oratorio gode di una presenza costante di bambini e ragazzi, che culmina durante il centro estivo raggiungendo la presenza di un centinaio di ragazzi. Ci siamo assicurati che padre Piero ritorni a Confienza per il Centro estivo di quest’anno.

Da circa vent’anni la nostra parrocchia è stata coinvolta e guidata da don Roberto (che ha celebrato da poco i 25 anni di sacerdozio) nella ristrutturazione delle Chiese presenti nel comune (ben 3!), della casa parrocchiale e dell’oratorio che erano in condizioni pietose. La fede del popolo di Dio di Confienza è anche dimostrata dalla partecipazione di volontariato manuale per queste ristrutturazioni in tutte le sue fasi e dall’aiuto economico alla parrocchia per le ingenti spese sostenute senza fare debiti! In un piccolo centro agricolo come il nostro di 1700 abitanti è un risultato non da poco. Il nostro arcivescovo di Vercelli (vicina a Confienza), mons. Enrico Masseroni, durante i lavori veniva spesso a farci visita, per ringraziarci e segnalare alla diocesi un esempio di collaborazione dei fedeli alla parrocchia.

In paese si respira una partecipazione attiva alla vita parrocchiale: il gruppo delle catechiste non solo svolge il compito primario di catechesi, ma  coinvolge i bambini nella Liturgia in veste di chierichetti; e c’è una bella sinergia tra parrocchia e  Comune in molte iniziative a favore del popolo. Le più rilevanti processioni per le vie del paese sono un richiamo ala fede: Corpus Domini, Immacolata, il Santo Patrono Lorenzo; numerose sono inoltre le varie occasioni di preghiera comunitaria comprese le Rogazioni! La nostra storia recente dimostra l’importanza dei laici che collaborano con la parrocchia, ma anche del parroco, che vive in canonica col papà e la mamma, che anima i fedeli e le famiglie. Padre Piero al termine della sua visita ha così portato con sé il ricordo di una comunità viva, dove pur essendo presenti situazioni familiari di disagio, anziani soli od ammalati ai quali don Roberto con la sua presenza costante e partecipe porta conforto, si respira un’ aria ancora sana e intrisa di spirito evangelico.