Confraternite: l'anno della svolta al servizio di papa Francesco (Seconda parte)

Il Presidente della Confederazione, Francesco Antonetti racconta le novità emerse a conclusione del direttivo nazionale

Roma, (Zenit.org) Antonello Cavallotto | 470 hits

[La prima parte è stata pubblicata ieri, lunedì 3 febbraio]

Povertà emarginazione e immigrazione, sono reali. Quali iniziative concrete avete preso?

Francesco Antonetti: Le relazioni dei nostri coordinatori regionali nel Direttivo ci hanno manifestato un aumento di attenzione anche da parte delle Diocesi. Da qui una nostra lettera co-firmata da me e da monsignor Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e assistente spirituale della Confederazione per rafforzare, a livello di divulgazione delle nostre iniziative, le già ottime collaborazioni con le Diocesi territoriali. Penso ad esempio al caso della Sardegna, colpita come sappiamo tutti dall’alluvione, dove abbiamo messo in moto da subito sul sito una catena di raccolta fondi per gli abitanti.

Ma penso anche alla Sicilia dove a Monreale siamo con la Diocesi, baluardo della lotta all’abbandono scolastico e recupero del disagio giovanile anche per quanta riguarda un ritorno di questi ragazzi alla vita parrocchiale. Inoltre mi piace ricordare che a Monreale la locale confraternita ha firmato un Protocollo d’intesa e a maggio promuoverà un Convegno in onore del capitano Emanuele Basile, trucidato dalla mafia. Infine voglio annoverare a livello nazionale i nostri raduni per la giornata di preghiera e digiuno chiesto dal Papa per la pace in Siria. Insomma non solo cappucci e mozzette. Ma volontariato e testimonianza sociale a tutto tondo.

Tornando a questa nuova attenzione dei media, come dice Lei, non c’è dubbio che un grosso aiuto viene da papa Francesco e dalla sua pastorale verso i poveri e gli emarginati. Nella sua Esortazione Apostolica, Evangelii Gaudium, definisce la pietà popolare addirittura come “mistica popolare” e “forza evangelizzatrice e di inculturazione”. 

Siamo grati al Santo Padre, il quale già nella Giornata Mondiale delle confraternite per l’Anno della Fede, svoltasi lo scorso 5 maggio, quando su piazza San Pietro si radunarono oltre 100mila confratelli e consorelle da tutte le parti del mondo, ci ha rivolto parole di affetto e stima. Ma indubbiamente siamo rimasti sorpresi ed emozionati leggere in diversi passaggi e paragrafi dell’Evangelii Gaudium (nn. 122-126) quelle espressioni, cui lei accennava, circa il ruolo e funzione delle confraternite. Encomi forse mai detti fino ad oggi da nessun altro Pontefice. L’Evangelii Gaudium per noi è quindi più di un esortazione ma il “documento” pastorale principe. E lavoreremo per non deludere una così alta aspettativa.

Questo perché siete da secoli i più vicini alla prossimità o a quelle che il Papa definisce “periferie esistenziali?

Francesco Antonetti: Certamente. È la nostra storia, il nostro carisma. Ricordiamoci che le prime forme di testimonianza sono nel soccorrere i malati e seppellire i morti. Per questo il Papa ha anche aggiunto: “non coartiamo la pietà popolare!”. E noi non lo deluderemo.

Anche Bagnasco nella recente prolusione al Consiglio Permanente CEI svolta il  27-30 gennaio 2014 ha scritto: “e restiamo ammirati dalla fede umile e semplice di questa foresta buona e silenziosa… di una fede e bontà che hanno radici profonde e antiche, che raggiungono il ceppo vivo degli Apostoli e si alimentano alla sorgente della preghiera, dei sacramenti, della carità verso i deboli, della comunità ecclesiale, della testimonianza missionaria. Ispirano la devozione popolare, segno di un “sentire” religioso diffuso che è un vero patrimonio del nostro Paese. La sorprende tanta considerazione?

Molte volte le confraternite sono state viste anche da parte di alcune gerarchie, con fastidio, come musei archeologici. Oggi riscontro che non è più così. 

Presidente Antonetti, un’ultima domanda. Una delle uscite più belle sono i Cammini. Vuol spiegare ai nostri lettori cos’è un Cammino? E quali sono quelli che state organizzando?

Francesco Antonetti: Il cammino rappresenta un allegoria. È il nostro viaggio verso la Gerusalemme celeste In senso pratico è una manifestazione e un modo pubblico per pregare insieme, testimoniare la fede nelle strade attraverso le processioni e anche un modo per suscitare la fede. Ricordo che Papa Francesco ha conosciuto le confraternite grazie alla nonna che lo portava alle processioni.

Quest’anno i cammini regionali rivestono i caratteri di una certa bellezza e straordinarietà, a partire dal I° Cammino regionale della Sardegna: a Monti il 2 giugno, cammino nato dopo la nostra testimonianza in aiuto alle famiglie alluvionate, dove la popolazione ci ha potuto conoscere e ci ha chiesto questa significativa testimonianza pubblica. Segue il 29 giugno l’VIII° Cammino interregionale Abruzzo e Molise a Sulmona, in una terra di cui è nota a tutti la criticità dopo il terribile terremoto. E ancora il I° Cammino interregionale Lazio e Umbria dove saranno presenti le confraternite italiane del SS.mo Sacramento a Bolsena-Orvieto il 20 e 21 settembre per il 750° anniversario del miracolo eucaristico. Un cammino, ecclesialmente parlando, veramente esaltante per tutta la Chiesa. Infine per il 2015 la Confederazione ha in previsione di svolgere il suo Cammino nazionale a Torino in concomitanza con l’ostensione della Sindone. Sarà la nostra riposta pubblica a Papa Francesco.