Contro gli abusi non basta la "tolleranza zero", serve la prevenzione

Padre Lombardi illustra l'iniziativa della Pontificia Università Gregoriana

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di Sergio H. Mora

ROMA, lunedì, 6 febbraio 2012 (ZENIT.org) - Il simposium che si svolgerà dal 6 al 9 febbraio, intitolato Verso la guarigione e il rinnovamento, oltre al rigore verso il crimine degli abusi contro minori commessi da ministri della Chiesa, cercherà di identificare un percorso che possa aiutare le vittime e crei le condizioni per evitare che peccati simili si possano ripetere in futuro.

Non si tratta semplicemente di un convegno, poiché vi seguirà la creazione di un centro che ne continuerà il lavoro e che permetterà di mantenere  contatti, anche on-line, per approfondire e ricevere il sostegno necessario.

Lo ha sottolineato venerdì scorso, al palazzo Frascara della Pontificia Università Gregoriana, il direttore della Sala Stampa del Vaticano, padre Federico Lombardi, S.I., in un’intervista concessa a Zenit dopo la presentazione alla stampa dell’evento.

Cosa è cambiato dopo la lettera circolare della Congregazione della dottrina della Fede nel 2011?

Padre Lombardi: Molte conferenze episcopali hanno costituito delle loro commissioni per preparare queste linee direttive che la circolare richiede. E il convegno si tiene in questa fase il cui le conferenze episcopali, ricevuta la circolare, stanno lavorando per mettere in pratica quanto richiesto, vale a dire la formulazione delle loro direttive.

Cosa vuol dire formulare delle direttive?

Padre Lombardi: Formulare direttive vuol dire fare un documento, ma anche metterlo in pratica. Servirà quindi tutto quello che è lo scambio dell’esperienza. E poi la creazione del centro che continuerà il lavoro di questo simposio e che permetterà di rimanere in contatto e di approfondire, di apprendere e di avere tutte le documentazione sulle esperienze che si fanno negli altri Paesi.

Vale a dire?

Padre Lombardi: Vuol dire un procedere, un camminare attivamente nella Chiesa per progredire sempre di più nella capacità di affrontare e superare questi problemi. Sia nell’ascolto delle vittime, nella comprensione della loro sofferenza, nell’aiuto per la loro guarigione, sia nella prevenzione perché questo tipo di problemi non si creino più.

Quindi un eventuale titolo per il convegno, tipo “tolleranza zero” non avrebbe reso l’idea…

Padre Lombardi: “Tolleranza zero” mi sembra un titolo molto limitato perché vuol dire soltanto rigore e severità. La severità è giusta, non bisogna essere indulgenti verso i delitti e i crimini gravi. Qui però si parla soprattutto di un cammino positivo, in grado di rimediare in qualche modo ai danni fatti e poi di evitare che se ne creino degli altri.

Vale a dire non soltanto norme rigide?

Padre Lombardi: Non si tratta di dare soltanto norme rigide, si tratta di capire cosa vivono le persone coinvolte e come possono affrontarsi le cose in un organismo vivo, in una entità viva come la Chiesa, inserita in un organismo vivo come è la società. Di fatto si vuole che i problemi che ogni giorno continueranno a presentarsi, saranno affrontati del modo migliore.

Ci sarà anche una cerimonia penitenziale?

Padre Lombardi: Ci saranno due cerimonie in questo convegno: la prima - penitenziale – avrà luogo la sera del martedì, in cui, appunto, ci sarà la domanda di perdono, la domanda di riconciliazione, presieduta dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei vescovi. L’altra invece è una celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per la evangelizzazione dei popoli.

Questa piattaforma di aiuto è una sorta di “numero verde”?

Padre Lombardi: No, i centri di ascolto vanno costituiti localmente. La Chiesa, nei suoi piani e nelle sue linee di azione nei vari Paesi, deve avere centri di ascolto e persone pronte ad ascoltare i problemi delle vittime. No, si pone un livello superiore, di e-learning, vale a dire di corsi di approfondimento di carattere più specializzato, centri di documentazione per raccolta di esperienze e documenti anche scientifici, a disposizione di chi lavora in questo campo professionalmente o pastoralmente.

Come è nata questa importante iniziativa e come si è collegata alla Gregoriana?

Padre Lombardi: L’iniziativa nasce dalla Gregoriana stessa come proposta di servizio alla Chiesa. È una università pontificia e vive quindi per il servizio alla Chiesa.
Un grande centro accademico dove si trovano le competenze anche per organizzare un tipo di iniziativa come questa, che richiede competenze di carattere teologico, morale, giuridico, canonistico, pastorale e psicologico.
L’Istituto di psicologia della Gregoriana che ha gestito l’organizzazione dell’iniziativa, gestisce anche questo centro specialistico che seguirà il convegno. Inoltre la Gregoriana ha una grande esperienza di servizio alla Chiesa, ai vescovi e al clero, quindi è abbastanza naturale che ospiti un’iniziativa di questo genere.