Contro l'aborto, l'adozione di bambini... e di mamme e papà

I progetti del Movimento per la Vita e del Comitato Civiltà dell'Amore presentati alla Fiera di Milano

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di Luca Marcolivio

MILANO, venerdì, 1 giugno 2012 (ZENIT.org) – L’adozione come baluardo contro l’aborto. Un’iniziativa speciale con due patroni speciali: i beati Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II.

Il progetto Adoption no Abortion, portato avanti dal Movimento per la Vita italiano e dal Comitato Civiltà dell’Amore, è stato presentato oggi presso gli stand di Fieramilanocity, nell’ambito del VII Incontro Mondiale delle Famiglie.

Nel 1997, poco prima di morire, Madre Teresa lanciò il suo appello all’adozione per impedire l’aborto, da lei considerato “il più grande distruttore della pace” e alla sua sollecitazione il Movimento per la vita rispose prontamente.

Adoption no abortion intende andare incontro sia alle migliaia di bambini senza famiglia in tutto il mondo, sia alle coppie – con o senza figli naturali – che desiderano adottare e, sovente, sono costrette ad arrendersi di fronte agli ostacoli posti dai tribunali dei minorenni, dagli eccessivi costi e dalla burocrazia inflessibile.

A questo scopo, una decina di anni fa è nato il Progetto Gemma, che consente l’adozione a distanza di nascituri: attraverso il sostegno economico alle madri in attesa, sono stati salvati 20.000 bambini e riunito 1.210 adottanti (tra cui 120 parrocchie).

In Italia il numero di aborti è drammaticamente alto (circa 120mila l’anno), tuttavia l’elemento di speranza è determinato dall’ancora più alto numero di famiglie disposte ad accogliere un bambino (circa 200mila).

L’adozione di un nascituro, salvandolo dall’aborto, non è affatto un atto scontato. Come ha spiegato a Zenit, Paola Mancini, segretaria generale del Movimento per la Vita, “ci sono madri che dicono: ‘preferisco abortirlo, piuttosto che darlo in adozione’ e ciò è frutto di una grossa ignoranza”.

Il Movimento per la Vita ha quindi lanciato SOS Vita, con la possibilità di chiamare il numero verde 800.813000. Quest’ultimo non è destinato ai coniugi che desiderano adottare bensì a tutte le persone di buona volontà, desiderose di aiutare una futura mamma in difficoltà, perché questa non si chiuda in se stessa e non opti per la tragica scelta dell’aborto.

Durante l’Incontro Mondiale delle Famiglie, il segretario nazionale del Comitato Civiltà dell’Amore, Giuseppe Rotunno, ha illustrato i progetti Adotta un papà nel Sud del mondo e Adotta una Mamma. In particolare il progetto Adotta un papà ricevette la benedizione di Giovanni Paolo II, al termine dell’Angelus del 18 marzo 2001.

L’iniziativa a tutela dei padri permette il pagamento dello stipendio ad un capofamiglia che potrà così sfamare la moglie e i figli, nel proprio paese, senza esporsi ai rischi dell’emigrazione clandestina.

Ad oggi sono stati “adottati” 1.079 papà, per un totale di 21.580 settimane di lavoro pagate nei seguenti paesi: Argentina, Bolivia, Brasile, Burkina Faso, Camerun, Colombia, Ciad, Costa d’Avorio, Ecuador, Filippine, Kenya, India, Mozambico, Repubblica democratica del Congo, Romania e Sudan.

“In molti di questi paesi – ha spiegato Rotunno a ZENIT – con uno stipendio di 100 euro si sfama un’intera famiglia. Il costo della vita è mediamente dieci volte inferiore al nostro”.

All’Incontro Mondiale delle Famiglie è stato poi presentato il progetto di cooperazione Adotta una Mamma, che parte dall’appello del Patriarca Copto, Antonios Naguib, per le prime 40 donne che vogliano impegnarsi per una nuova “primavera” di emancipazione femminile.

Secondo i dati più recenti a seguito della rivoluzione consumatasi a piazza Tahrir all’inizio del 2011, circa il 40% della popolazione egiziana vive sotto il livello di povertà. Moltissimi uomini hanno perso il lavoro e numerosi bambini e ragazzi sono stati costretti ad abbandonare la scuola, mentre la microcriminalità dilaga.

Questa situazione ha indotto il Comitato Civiltà dell’Amore ad aiutare le prime 40 famiglie ad uscire dalla crisi, non semplicemente attraverso un aiuto economico ma in maniera più profonda.

Per mezzo delle mogli e delle madri di famiglia, si intende aiutare anche i mariti, i padri e i figli. Alle donne saranno insegnati mestieri manuali che vanno da ricamo e cucito, alla lavorazione di altri materiali che, in seguito, potranno anche essere destinati alla vendita.

Un progetto, dunque, non solo con finalità sociale ma altamente formativo, nello spirito della giustizia e della pace tra i popoli.

Per il progetto Adotta una mamma è stato stanziato un fondo di 4.770 euro per 4 centri, con il contributo gratuito di numerosi volontari che terranno le conferenze e le azioni sociali. 

I proventi delle vendite delle attività delle donne coinvolte, se sufficienti, saranno poi reinvestiti per un nuovo ciclo del progetto, con 40 nuove destinatarie.