Corea del Nord: appello delle ONG al rispetto dei diritti umani

La Caritas sta preparando un piano di aiuti alimentari nel paese colpito da carestia

| 906 hits

SEOUL, mercoledì, 11 gennaio, 2011 (ZENIT.org) – Il nuovo leader nord-coreano Kim Jung-un ha annunciato un’amnistia in ricordo del padre e del nonno, mentre varie organizzazioni non governative lo stanno sollecitando ad avviare una nuova era di rispetto dei diritti umani.

L’agenzia Fides ha riportato ieri il riscontro di 40 ONG all’amnistia prevista per l’1 febbraio prossimo, per la quale non è ancora chiaro quanti detenuti saranno rimessi in libertà.

La Coalizione Internazionale per fermare i crimini contro l’umanità in Corea del Nord ha firmato una lettera aperta al Kim Jong-un, invitandolo ad “abbandonare gli abusi contro i diritti umani commessi per decenni dal governo di Pyongyang”.

La lettera ricorda che in Corea del Nord sono più di 200mila i prigionieri politici, internati nei campi di lavoro. “La popolazione soffre la fame, la malnutrizione e le carenze sanitarie, mentre l’élite politica vive nel lusso”, aggiunge la missiva.

Tra le ONG incluse nella Coalizione figurano Amnesty International, Human Rights Watch ed associazioni cristiane come Christian Solidarity Worldwide e Christian Federation of  Lawyers.

Nel frattempo padre Gerard Hammond, un missionario di Maryknoll, direttore dei programmi della Caritas per la Corea del Nord, ha chiesto che le tensioni provocate dai cambiamenti politici nella cupola dirigente del regime di Pyongyang non si ripercuotano sugli aiuti umanitari ai milioni di bisognosi di questo paese.

Padre Hammond, che ha visitato la Corea del Nord trenta volte negli ultimi vent’anni, ha dichiarato a Fides: “In questi tempi la crisi si acutizza e l’aiuto umanitario diventa urgente”. Il sacerdote ha inoltre auspicato che “l’aiuto a chi soffre la fame non sia strumentalizzato”.

Nei giorni scorsi la Caritas internazionale ha lanciato un appello alla comunità internazionale “a non trascurare milioni di persone che soffrono la fame nel paese asiatico”.

Le inondazioni, il gelo invernale, l’agricoltura carente e l’aumento dei prezzi alimentari hanno ridotto alla fame circa 24 milioni e mezzo di nordcoreani (circa due terzi della popolazione). Secondo il Programma Alimentare Mondiale (PAM) solo il 6% delle famiglie nordcoreane ha un consumo alimentare adeguato.

“La malnutrizione ha lasciato bambini, donne incinte e anziani così indeboliti che, quando arriva una nuova crisi, il suo impatto è ancora più pericoloso - ha dichiarato il Segretario Generale di Caritas Internationalis, Michel Roy -. L’imperativo umanitario è che la gente della Corea del Nord riceva aiuti e non sia tenuta in ostaggio dalla geopolitica”.

Lo scorso mese Roy ha tenuto un incontro a Seoul per discutere la crisi alimentare in Corea del Nord. Un piano di aiuto della Caritas dovrebbe concretizzarsi per la prossima primavera.