“Creazione ed evoluzione si integrano, non si escludono”, spiega un Decano di Filosofia

Ed invita a non confondere la scienza con lo scientismo

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RIMINI, giovedì, 31 agosto 2006 (ZENIT.org).- “Creazione ed evoluzione si integrano, non si escludono”, sostiene padre Rafael Pascual, L.C., Decano di Filosofia e Direttore del Master in “Scienza e Fede” dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA).



Questo in sintesi quanto ha affermato padre Pascual, intervenendo il 22 agosto al Meeting di Rimini per la presentazione del volume “L’evoluzione crocevia di scienza, filosofia e teologia” (Edizione Studium, 2005, 383 pagine, 30 Euro).

Il libro raccoglie gli atti di un Congresso Internazionale sul tema svoltosi nel 2002, che è stato il punto di partenza di un nuovo progetto: un Master in “Scienza e Fede” il quale ha avuto inizio nell’anno accademico 2002-2003 e che rientra nel quadro del Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest) insieme alle Università Pontificie: Gregoriana, Lateranense, Santa Croce, Salesiana e Angelicum.

Intervistato da ZENIT, padre Pascual, ha spiegato che “il libro ha per tema centrale la domanda sull’origine dell’uomo la sua formazione ed evoluzione”.

“Il dibattito sull’evoluzione è aperto – ha continuato il Decano di Filosofia -. Bisogna distinguere i diversi piani: scientifico-filosofico-teologico senza né confonderli né separarli del tutto”.

In merito al dibattito sull’intelligent design, padre Pascual ha affermato che: “Non si tratta di una questione scientifica, ma piuttosto filosofica” ed ha sottolineato che “neanche la negazione del finalismo e il ricorso al puro caso e la necessità sono scientifici…” per questo “sembra sbagliato presentare l’intelligent design come una teoria scientifica alternativa alla teoria dell’evoluzione”.

Alla domanda se sia necessario insegnare la teoria dell’evoluzione nelle scuole, Padre Pascual ha risposto che “sì, ma come teoria scientifica, con gli argomenti a favore, ma anche riconoscendo i limiti ed i problemi ancora irrisolti e non come ideologia, come una specie di dogma assoluto, definitivo ed indiscutibile”.

Il sacerdote ha quindi detto di non essere a favore né del creazionismo e né dell’evoluzionismo, ma della creazione ed evoluzione: “Mentre creazionismo ed evoluzionismo sono di per sé incompatibili, non lo sono creazione ed evoluzione, che anzi si trovano su due piani diversi, e sono compatibili”.

Il Decano di Filosofia dell’APRA ha quindi ricordato quanto scritto al riguardo nel libro “Creazione e peccato” (Paoline, Milano 1987, pp. 40-41) dall’allora Cardinale Joseph Ratzinger: “Non possiamo dire: creazione o evoluzione. La formula esatta è creazione ed evoluzione, perché le due cose rispondono a due domande diverse”.

“Il racconto della polvere della terra e dell'alito di Dio, non ci narra infatti come l'uomo ha avuto origine. Esso ci dice che cosa egli è. Ci parla della sua origine più intima, illustra il progetto che sta dietro di lui”, scriveva l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

“Viceversa, la teoria dell'evoluzione cerca di individuare e descrivere dei processi biologici. Non riesce invece a spiegare l'origine del 'progetto' uomo, a spiegare la sua derivazione interiore e la sua essenza. Ci troviamo perciò di fronte a due questioni che si integrano, non si escludono”, proseguiva poi.

In conclusione, Padre Pascual ha rilevato che “bisogna distinguere: tra teoria (o teorie) dell’evoluzione, e darwinismo e poi, all’interno dello stesso darwinismo, tra elementi di carattere scientifico e quelli di tipo filosofico oppure ideologico. Non bisogna cioè confondere la scienza con lo scientismo”.