"Credere non è facile ma è bello e rende felici"

Salvatore Martinez confida le sue aspettative in vista della 37° Convocazione del Rinnovamento nello Spirito Santo in cui papa Francesco sarà l'ospite d'onore

Roma, (Zenit.org) Deborah Castellano Lubov, Luca Marcolivio | 963 hits

Mancano tre giorni all’avvio della Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo e tutta l’attenzione è puntata sul pomeriggio di domenica 1 giugno, quando papa Francesco varcherà i cancelli dello Stadio Olimpico per incontrare oltre 50mila membri del movimento giunti da tutta Italia.

A colloquio con ZENIT, Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, ha confidato la propria emozione per l’arrivo del Santo Padre e le sue aspettative per quello che, al di là delle presenze illustri (oltre al Papa, saranno presenti, tra gli altri, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa e i cardinali Comastri, Rylko e Vallini), rimane un momento d’incontro di particolare intensità per i partecipanti.

Come è nata l’idea di portare la Convocazione del Rinnovamento nello Spirito a Roma e di invitarvi il Papa?

Siamo alla 37° Convocazione, dunque abbiamo alle spalle una storia di trentasei convocazioni ma sentivamo nel cuore, già da qualche anno, l’esigenza di trasferire qui a Roma, nel cuore della cristianità, questo grande evento della fede che ogni anno si tiene a Rimini con migliaia e migliaia di persone.

Avevamo però anche bisogno di un incoraggiamento perché non è facile trasferire una Convocazione dopo tanti anni con un’organizzazione così complessa. L’aiuto ce l’ha dato proprio papa Francesco quando lo scorso 9 settembre, in un’udienza privata, parlai con lui di questo desiderio di avvicinare la Convocazione al centro dell’Italia perché si potesse avvertire questa centralità del Rinnovamento nella Chiesa. E il Papa non ha esitato a dire: “io vengo!”.

Così ho potuto dare questa notizia alla vigilia di Natale e, nello spazio di pochissimo tempo, in meno di 45 giorni lo stadio era già pieno di prenotazioni. Segno che la gente aspettava da tempo questo momento, segno che nel cuore dei nostri amici e gruppi del Rinnovamento si attendeva la possibilità di una grande celebrazione di fede a Roma. Il fatto che questo si possa realizzare con papa Francesco, ha convinto ancora di più ad esserci. È stata una grande gara ad occupare i posti disponibili e lo Stadio Olimpico è uno stadio molto grande: con oltre 50mila persone è come se si muovesse una città…

L’Olimpico ospiterà dei veri cittadini dello Spirito, non tifoserie l’una contro l’altra, niente dispute verbali ma un grande tempo di ascolto, di preghiera, di esperienza spirituale. Siamo allora molto grati al Santo Padre per questo regalo che ha voluto farci, che ci aiuta ad essere ancor di più nel cuore della Chiesa, ad essere una presenza che regala gioia.

Le persone che non potranno venire a Roma, avranno la possibilità di seguire la Convocazione attraverso i media?

Avremo le dirette di Radio Maria e di Tele Pace che seguirà entrambi giorni di Convocazione. TV2000 seguirà per intero l’incontro col Santo Padre, la RAI farà una diretta dalle 17.45 alle 18.30 di domenica e il CTV rilancerà il segnale satellitare in molti continenti. Famiglia Cristiana offrirà la possibilità di seguire la convocazione in streaming, anche con approfondimenti che avverranno all’interno dello stadio. Ci sarà quindi un’ottima copertura mediatica, senza considerare i collegamenti che molte televisioni hanno richiesto dai loro paesi. L’integrale, comunque, sarà seguibile sia per radio che in TV.

Che speranze ripone in questo evento?

La mia speranza è che il Rinnovamento si rinnovi. Se ci rinnoviamo noi, si rinnova anche la Chiesa. E se la Chiesa si rinnova, ci accorgiamo che duemila anni sono come un giorno. A volte, quando ci voltiamo indietro ci sono molti elementi che possono creare sofferenze e il Papa spesso lo sottolinea. Papa Benedetto XVI le ha rimarcate sul suo stesso corpo e sulla sua stessa scelta. Non è facile credere ma è bello e rende felici. Questo è il messaggio che Rinnovamento può dare al mondo: se si ritrova Gesù vivo le cose non diventano più “facili”, anzi potremmo addirittura dire che, in certi casi, il Vangelo ce le complica, perché è molto esigente. Però si è felici di credere, di stare insieme agli altri e di condividere e si è felici anche nel momento di prova perché si sa che Gesù è vivo e non ti abbandona. Allora ci sarà gente che verrà per la prima volta per fare un’esperienza di fede. Tanta gente tornerà per accompagnare i propri figli, persone che hanno bisogno d’aiuto, persone che hanno bisogno di guarigione, di speranza. Mi aspetto allora che i grandi e i piccoli miracoli che si ripetono ogni anno alla Convocazione, possano essere ripetuti dallo Spirito Santo e, se possibile, ancora più numerosi per questi 50mila che si faranno pellegrini l’1 e 2 giugno.

Ritiene che possa arrivare molta gente, già prima dell’arrivo del Papa?

Certo, non si tratta di un’udienza dal Papa, la gente viene per la 37° Convocazione del Rinnovamento che ha un suo programma ed è un programma delle grandi occasioni, con relatori e testimonianze da tutto il mondo, in particolare dagli Stati Uniti, dove il Rinnovamento è nato nel 1967: sono persone molto amate, con forti doni carismatici. Il Papa chiude quindi la giornata dell’1 giugno ma abbiamo un programma ricchissimo di eventi che la gente attende con ansia. Le persone vengono sicuramente perché c’è il Papa tra di noi ma vengono anche per vivere la loro Convocazione, come effettivamente avviene da 36 anni.

L’elenco dei vostri relatori è di altissimo profilo. Oltre al Papa quali sono, a suo avviso, le persone più attese?

Il più amato è senz’altro padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia da ormai 34 anni, che è stato un po’ l’ambasciatore del Rinnovamento nel Mondo, in tutti questi anni. Lui è di casa, è sempre stato presente alle nostre Convocazioni e anche quest’anno non mancherà a questa novità assoluta. Ognuno dei nostri ospiti, comunque, è davvero di grande importanza e prestigio.