Crisi economica: ecco quali sono le famiglie in difficoltà

Secondo i dati divulgati durante il convegno del Forum delle Famiglie, il 45% di chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, fa fatica ad arrivare alla fine del mese

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 718 hits

Quest’anno la ricorrenza della Giornata Internazionale della Famiglia si inserisce in un contesto di particolare urgenza, dovuto alla crisi economica e alla dilagante disoccupazione, in particolare giovanile, in cui le istituzioni sono tenute a dare una risposta concreta una volta per tutte.

Su questo tema è stato aperto stamattina a Palazzo Rospigliosi, il convegno Crisi economica e giovani famiglie: una priorità per il sistema Italia, promosso dal Forum delle Famiglie. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Giornata Internazionale della Famiglia, indetta dall’ONU dal 1994, e prepara la strada per la 47° Settimana Sociale in programma a Torino dal 12 al 15 settembre prossimo sul tema Famiglia, speranza e futuro per la società italiana.

Come ha spiegato il presidente del Forum delle Famiglie, Francesco Belletti, è ora che “la famiglia sia rimessa al centro del dibattito politico” e che il Piano nazionale per la famiglia passi finalmente “dalla carta ai fatti”.

Se da un lato “la società civile difende la famiglia”, dall’altro “la politica fatica ad ascoltarla”: ne è la dimostrazione il fatto che, nell’attuale Governo, nessun ministero, né sottosegretariato abbia ad oggetto le politiche familiari.

La famiglia, invece, necessita una “delega speciale”,per la quale il Forum chiede al governo “una persona che faccia capo alla presidenza del Consiglio, una struttura organizzativa, tempi certi per l’attuazione”, ha ricordato Belletti.

È tempo che la politica non si limiti più al dibattito sulla riduzione del debito pubblico, sui tagli ai costi della politica stessa o sulla moralizzazione della classe dirigente, tutti temi importanti ma che vanno inquadrati in una visione della società dove la famiglia è al primo posto.

Sul rapporto famiglia-lavoro, il presidente del Forum ha detto che il termine “conciliazione” è ormai piuttosto superato: più pertinente parlare di “armonizzazione” o di “sinergia”.

Due spunti particolari, ha proseguito Belletti, sono forniti dalla Costituzione: laddove l’articolo 1 afferma che “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, non si intende solamente il “lavoro retribuito” ma anche il sacrificio quotidiano all’interno del focolare domestico.

Inoltre, secondo Belletti, l’articolo 21 (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”) sottolinea che “la nostra Costituzione riconosce la famiglia come luogo antropologicamente naturale”, preesistente alla società e allo stato, nel cui ambito è possibile “l’alleanza delle differenze”.

È seguito il primo workshop, moderato e introdotto dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, che ha sottolineato l’importanza della famiglia come “ammortizzatore sociale”, sebbene si tratti di “una risorsa che diamo per scontato ma che non è data per sempre”.

Luciana Saccone, responsabile del Dipartimento della Famiglia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha auspicato in primo luogo una “velocizzazione” e uno “snellimento delle procedure” sulle politiche familiari e l’avvento di un soggetto governativo delegato sul tema, cui presentare “le priorità avvertite dalla composizione dell’osservatorio”.

È poi intervenuta Lorenza Rebuzzini, referente di FlexiFamily, un progetto integrato a cura del Forum, delle ACLI e del MCL per realizzare sul territorio una rete di partnership a livello locale,. Il progetto è stato operativo da novembre 2011 a maggio 2013 su sei città pilota (Roma, Napoli, Foggia, Padova, Pesaro e Arezzo), coinvolgendo 1500 famiglie.

“Le famiglie che hanno partecipato al progetto – ha spiegato Rebuzzini – sono state accompagnate da un sostegno integrato, cioè non soltanto economico ma anche sociale e psicologico”.

FlexiFamily si è articolato su un lavoro di rete, con sportelli, seminari ed analisi dei bisogni. Il 78% degli utenti manifesta “bisogni primari come pagamento di bollette, richieste di alimenti, aiuti per fare studiare i propri figli; al secondo posto (73,3%) i bisogni informativi: mancanza di conoscenza dei benefici fiscali e dei servizi del territorio”.

Un dato che fa riflettere è la tendenza delle famiglie in difficoltà economica a chiudersi in se stesse, spesso “con esiti tragici” quando, al contrario, è opportuno aiutarle “ad uscire dalla solitudine”, ha detto Rebuzzini.

Più del 66% degli utenti di FlexiFamily sono donne tra i 30 e i 50 anni, a dimostrazione che “sono soprattutto le donne a mobilitarsi per la famiglia”.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, le famiglie più in difficoltà sono quelle dove uno o entrambi i coniugi hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato: “il 45% di queste famiglie – ha sottolineato Rebuzzini – ha problemi ad arrivare alla fine del mese”. La tipologia di famiglie più in difficoltà è quella in cui entrambi i coniugi lavorano e hanno due figli, quasi fossero “penalizzate dalla scelta generativa”.

In conclusione del primo workshop, Belletti ha annunciato la volontà del Forum di istituire una Giornata Nazionale per la Famiglia analoga a quella internazionale indetta dall’ONU. A tale scopo, ha affermato Belletti, saranno interpellate le Commissioni parlamentari competenti: una richiesta “senza oneri per lo Stato e che sarebbe un importante atto simbolico”.