Cristiani che "danno fastidio", pur di annunciare Gesù Cristo

Nella Messa in Santa Marta, Papa Francesco indica ciò di cui ha bisogno oggi la Chiesa: cristiani non "da salotto", ma animati dallo zelo apostolico che spinge all'annuncio del Vangelo

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 819 hits

C’è un fuoco che nasce dentro il cristiano: è lo zelo apostolico che lo spinge ad annunziare Cristo ovunque e a chiunque, evitando quell’atteggiamento da “cristiano da salotto”, ma arrivando quasi a dare fastidio. Come San Paolo, che ha trascorso una intera vita tra le “prove” e le “persecuzioni”, senza scoraggiarsi ma andando sempre avanti.  

Papa Francesco, nella Messa di oggi nella Casa Santa Marta, aggiunge un altro tassello al mosaico con cui, ormai da due mesi, delinea il profilo del vero cristiano. Alla Messa di questa mattina, concelebrata con il cardinale Peter Turkson e mons. Mario Toso, presidente e segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,  era presente un gruppo di dipendenti del dicastero e della Radio Vaticana.

Il Pontefice si è soffermato a lungo sulla figura di Paolo, sul suo fervore apostolico, quella “sana pazzia” che gli ha permesso di spingersi avanti nell’annuncio del Vangelo, combattendo e vincendo sempre la “battaglia campale” che è stata la sua vita. Il destino dell’Apostolo, ha detto il Papa, “è un destino con tante croci, ma lui va avanti; lui guarda il Signore e va avanti”. “Paolo dà fastidio – ha aggiunto - è un uomo che con la sua predica, con il suo lavoro, con il suo atteggiamento dà fastidio, perché proprio annunzia Gesù Cristo e l’annunzio di Gesù Cristo alle nostre comodità, tante volte alle nostre strutture comode, anche cristiane, dà fastidio”.

Eppure è proprio questo ciò che Dio ci richiede: “Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più avanti… Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture caduche” ha sottolineato il Santo Padre.

San Paolo questo ha fatto: “Predicando il Signore, dava fastidio” ha detto Bergoglio, “ma lui andava avanti, perché aveva in sé quell’atteggiamento tanto cristiano che è lo zelo apostolico. Aveva proprio il fervore apostolico. Non era un uomo di compromesso. No, la verità, l’annunzio di Gesù Cristo. Avanti!”. È il Signore ad alimentare questo fervore, ha soggiunto; San Paolo di per sé era un “uomo focoso”, ma non è stato solo il suo temperamento la spinta ad “andare avanti”; è  il Signore che “si immischia in questo”.

Lo zelo apostolico, ha precisato Papa Francesco, “non è un entusiasmo per avere il potere, per avere qualcosa. È qualcosa che viene da dentro, che lo stesso Signore lo vuole da noi”. La sua radice è la “conoscenza di Gesù Cristo” ha aggiunto; Paolo, infatti, “ha trovato Gesù Cristo, ha incontrato Gesù Cristo, ma non con una conoscenza intellettuale, scientifica”, bensì “con quella conoscenza del cuore, dell’incontro personale”.

E questo lo porta ad essere “sempre nei guai, ma nei guai non per i guai, ma per Gesù”. Perché il fervore apostolico, ha affermato il Pontefice, “ha qualcosa di pazzia, ma di pazzia spirituale”. Una “sana pazzia” che porta a non essere “cristiani da salotto” come li ha definiti il Santo Padre, “quelli educati, tutto bene, ma non sanno fare figli alla Chiesa con l’annunzio e il fervore apostolico”.

L’invito a tutti i fedeli è dunque “chiedere allo Spirito Santo che ci dia questo fervore apostolico a tutti noi, anche ci dia la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa; la grazia di andare avanti verso le periferie esistenziali”.

“Tanto bisogno ha la Chiesa di questo”  ha esclamato il Papa, “non soltanto in terra lontana, nelle chiese giovani, nei popoli che ancora non conoscono Gesù Cristo, ma qui in città, in città proprio, hanno bisogno di questo annuncio di Gesù Cristo”.

Cristiani con zelo apostolico, dunque, e “se diamo fastidio – ha concluso Papa Francesco - benedetto sia il Signore!”.