Cristo, unico Signore del nostro tempo

La Madre dice ai servi: "Fate quello che vi dirà"

Roma, (Zenit.org) Mario Piatti, I.C.M.S. | 207 hits

Lungo il mare di Galilea, Gesù, passando, incontrò i suoi primi discepoli, intenti al loro faticoso lavoro quotidiano, e li chiamò a sé. Li invitò a seguirlo, lasciando le proprie occupazioni e il proprio mondo, per dedicarsi a una pesca completamente diversa, universale. Era l’inizio del cammino della Chiesa. Radicata nel “Popolo eletto”, la comunità dei credenti in Cristo si sarebbe poi estesa e diffusa gradualmente su tutta la terra, oltre i confini geografici e culturali di Israele.   

Oggi, di fronte al massiccio dilagare della indifferenza e del cinismo, si ha come l’impressione che tutta l’opera della Redenzione, pazientemente messa in atto da Dio, con infinita sapienza, a beneficio nostro, sia stata ormai vanificata e non produca più i suoi frutti di Grazia. Il mondo sembra ripiombato nell’oscurità del paganesimo, quasi fosse “retrocesso” a una condizione pre-cristiana, dimenticando e cancellando lo straordinario patrimonio di fede e di umanità che costituisce l’assoluta originalità della Chiesa. Il Vangelo, la vita e il carisma dei Santi, la devozione semplice e profonda della nostra buona gente non trovano più collocazione nelle moderne “liturgie” dello spettacolo, dello sport, della cultura: nei mille surrogati che cercano, ogni giorno, di sostituire la vera Fede con le favole, con le illusioni e le chiacchiere del mondo.    

In realtà, Dio ancora passa, interpella, chiama anche noi, oggi. Siamo noi, in questo scorcio d’inizio millennio, Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni: siamo noi i “famigliari” del Signore. Non si è spenta la forza irresistibile di quella voce, che ha il potere di attrarre a sé i cuori, che suscita ancora, dopo tanti secoli, il desiderio di seguire il Maestro. Gesù bussa, alle porte dell’anima: conforta, sostiene, perdona, risana. Non esclude nessuno. A ciascuno rivolge l’appello di allora: “Vieni e seguimi. Ti renderò apostolo del Vangelo”. Sarai tu -Egli ci dice- con la forza e con la Grazia del mio Spirito a proseguire nel tempo la missione che il Padre mi ha affidato. Tu sarai lievito di Vangelo nella tua famiglia, negli ambienti sociali che frequenti; sarai il segno vivente, visibile e credibile, del mio Amore, dovunque. Tu porterai nel mondo il seme della mia Parola, testimoniata nella vita, proclamata ogni giorno dalla tua fedeltà, dalla tua pazienza, in ufficio e sul lavoro, nelle relazioni con gli altri, nella costanza della tua preghiera.

Dio passa, ci interpella, perché ci ama. Le “buone ispirazioni”, dettate dallo Spirito, attraversano le nostre giornate, apparentemente grigie e sempre uguali, e le arricchiscono di luce e di consolazione. Le innumerevoli povertà -materiali, psicologiche, spirituali- che scopriamo dietro il sipario della vita manifestano la presenza di Cristo Crocifisso, sofferente e bisognoso, e ci costringono alla generosità, alla attenzione, alla gratuità. Non possiamo restare “con le mani in mano”, inerti, dinanzi all’appello che incessante si eleva dal cuore di tanti nostri fratelli.

In 2000 anni, nonostante i ricorrenti limiti, le resistenze e le ripetute infedeltà - dovute alla nostra condizione di peccatori - la Grazia ha operato continui e innegabili prodigi e miracoli di carità, che attestano l’inesauribile fecondità del Vangelo. Dio passa, oggi, nel cuore delle nostre case, tra i drammi piccoli o grandi delle nostre famiglie, per confermare e sigillare, ancora una volta, nel suo sangue, il patto coniugale, contro ogni abuso, contro ogni degenerazione e contro ogni illecita parodia, che lo sminuisca e lo degradi. La battaglia per la difesa della Verità e del Bene inizia sempre dal cuore, da una conversione sincera, da un proposito fermo e santo che accogliamo, che custodiamo e che alimentiamo nel santuario interiore della coscienza.

In ogni epoca - e specialmente in questa - nelle prove più dolorose, nei reali o apparenti fallimenti che spesso ci devastano, la Vergine Maria è stata il luminoso segno di una ripresa insperata. Lei per prima, con il suo ineguagliabile candore, che  disarma e vince le resistenze più ostinate, si è fidata e affidata sempre e in tutto a Dio. Nelle sue mani purissime consegniamo l’Anno Nuovo, che già si inoltra lungo l’erta del suo cammino e faticosamente -come sempre- implora luce, verità e pace.

Chi ama non è mai solo. Chi ama, accanto a sé troverà sempre questa Madre che, con infinita dolcezza e con la sapienza del suo Immacolato Cuore rinnova ogni giorno per noi l’invito che risuonò nel cuore di quei servi, a Cana di Galilea: “Fate quello che vi dirà”.

A Maria Santissima, prima discepola del Signore, modello e immagine della bellezza e della santità della Chiesa, “Stella della Nuova Evangelizzazione”, affidiamo il tempo che la Misericordia di Dio ancora ci dona. Per sua intercessione la Grazia, costantemente ricevuta dalle mani di Dio, attraverso la Chiesa, continui a generare nel mondo il miracolo della presenza, santa e vivificante, di Gesù Salvatore.

* Direttore del mensile “Maria di Fatima”