Custoditi e consacrati!

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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ROMA, mercoledì, 23 maggio 2012 (ZENIT.org).

Vangelo

Giovanni 17,11b-19

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura.

Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Lettura 

Continuiamo a seguire Gesù nella proclamazione di quei versetti che tutti conoscono come la “preghiera sacerdotale”, e che Benedetto XVI ha commentato nell’udienza generale del mercoledì del 25 gennaio scorso. Il Papa attesta che «la richiesta centrale della preghiera sacerdotale di Gesù dedicata ai suoi discepoli di tutti i tempi è quella della futura unità di quanti crederanno in Lui. Tale unità non è un prodotto mondano. Essa proviene esclusivamente dall’unità divina e arriva a noi dal Padre mediante il Figlio e nello Spirito Santo».

Meditazione

In questi versetti ritornano molti contenuti che Gesù aveva comunicato in modo esortativo ai suoi commensali. Ciò che a loro aveva raccomandato ora lo invoca dal Padre. È ben conscio dei limiti dei suoi amici, per averne fatto esperienza in quegli anni di vita comune. Per questo, pur avendo fiducia in loro, prima ha assicurato la presenza di un “Avvocato” ed ora chiede la custodia e la consacrazione del Padre. Sono questi verbi, infatti, che si ripetono e risaltano in questa pericope: la coppia “custodire”-“conservare” e “consacrare”.

I due primi verbi hanno una notevole risonanza nella Bibbia: Dio stesso si presenta e viene invocato come il custode del popolo eletto e dei suoi singoli membri. Si può supporre che la richiesta fatta da Gesù sia sostenuta dalla sua volontà che anche il nuovo Israele sia posto sotto la custodia di Dio. La richiesta è, poi, ben specifica, e riguarda la conservazione dell’unità all’interno della Chiesa che nascerà dalla parola dei testimoni. Sappiamo quanto tristemente i discepoli del Signore ci abbiano messo del loro per impedire la realizzazione di questo desiderio del Signore.

Gesù non vuole che ai suoi sia risparmiata la fatica determinata dall’ostilità dei suoi nemici ma che, in mezzo alle difficoltà, essi colgano la presenza di Chi li custodisce. La volontà che la sua nuova famiglia appartenga tutta a Dio è espressa con la richiesta di consacrazione, cioè di appartenenza esplicita e visibile al Padre. Nella liturgia, questa appartenenza è espressa con l’unzione crismale, che riprende l’antico atto di consacrazione dei re d’Israele. Ecco cosa chiede Gesù per noi: essere tutti di Dio (consacrati), essere tutti in Dio (custoditi) essere tutti come Dio (comunità di persone).

Preghiera

Dio Padre, Signore della pace, fonte di ogni consolazione, accorda il dono dello Spirito Santo alle nostre vite. In un mondo che cerca sicurezza attraverso violenze e guerre, rendici messaggeri della tua pace. Perdona la colpa di divisione nella tua Chiesa, Corpo di Cristo e donaci il coraggio di cercare quell’unità che è tuo dono e volontà tua, e nella quale è la nostra pace. Nel nome di Cristo ti preghiamo. Amen.

Agire

Se conosco qualche situazione di divisione, mi adopererò per ricomporla o almeno pregherò per la sua soluzione.

La meditazione quotidiana è un servizio offerto dal Regnum Christi. Le riflessioni sul vangelo del giorno sono tratte da Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.