Da esoterista ad apolegeta

Padre Joseph Marie Verlinde risponde agli attacchi al Cristianesimo

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di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 12 novembre 2008 (ZENIT.org).- E’ appena arrivato nelle librerie il libro “Attacco al cristianesimo. 100 domande/risposte sulle questioni di fede” di padre Joseph Marie Verlinde (Edizioni Carismatici Francescani 2008, Pag. 180 - euro 9,50).

Il libro raccoglie in 100 tra domande e risposte i dubbi che danno adito a incertezze e timori a chi si avvicina alla fede cristiana.

Vengono affrontati i temi della Resurrezione, della reincarnazione, del paranormale, dell’esistenza di angeli e demoni, del purgatorio, dell’arte Zen, del naturalismo,  delle arti marziali, dello sciamanesimo, del marabut, della stregoneria, della negromanzia, del new age e di come rafforzare la fede di fronte alle sfide portate dalle sette e dalla secolarizzazione.

Le domande e risposte sono riprese da una trasmissione radiofonica di grande successo condotta da padre Verlinde su Radio Notre-Dame.

Attraverso la lettura del libro si percepisce la grande competenza e soprattutto la vicenda personale dell’autore.

Nato in Belgio nel 1947 in una famiglia cattolica, Joseph-Marie Verlinde è diventato ricercatore, specializzato in chimica nucleare, presso il Fondo Nazionale della Ricerca Scientifica (FNRS).

Nel 1968 si è allontanato dalla fede cattolica approdando alla ‘meditazione trascendentale induista’, di cui è diventato così esperto da diventare segretario personale del fondatore del movimento, il Maharishi Mahesh Yogi, noto al grande pubblico come il Guru dei Beatles. 

Nel 1974 abbandonò la meditazione trascendentale per far parte di altri gruppi esoterici occidentali. Il suo peregrinare alla ricerca del mistero si placò nel 1976 quando fece ritorno alla fede cattolica prima di entrare nel seminario di Avignone.

Dopo aver approfondito gli studi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, nel 1983 è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Montpellier.

Nel 1987 è diventato dottore in Filosofia all’Università Cattolica di Lovanio, ed ha iniziato a insegnare Filosofia della Natura all’Università Cattolica di Lione. Successivamente è entrato nella ‘Famiglia di San Giuseppe’, un’esperienza del Rinnovamento nello Spirito, che comprende una branca laica e una monastica.

Da quel momento è diventato un apologeta, ha pubblicato diversi volumi sulle spiritualità orientali e sui pericoli delle spiritualità confuse. In occasione della Quaresima del 2002 è stato invitato a tenere le prestigiose Conférences Notre-Dame de Paris sul tema “Le Christianisme au défi des nouvelles religiosités”.

Il testo di queste conferenze è diventato un best seller nelle librerie francesi.

Alla domanda di un radioascoltatore sulla sua esperienza nell’occultismo e sulla sua relazione con Dio, padre Verlinde ha risposto: “Lei ha ben capito che non si esce indenne da un percorso come il mio, che va dagli ‘ahram’ dell’Himalaya all’occultismo! Mi ci è voluto molto tempo per integrarlo sullo sfondo del mio incontro con Cristo”.

 “Ho avuto per fortuna la grazia di poter usufruire di quasi dieci anni di studi filosofici e teologici che mi hanno consentito di trovare la mia unità interiore in Cristo”, ha raccontato padre Verlinde.

“Il lavoro di approfondimento della mia fede – ha aggiunto –, l’ascolto della Parola, la preghiera di lode, l’adorazione eucaristica, insomma: la speculazione e la contemplazione, tutto questo ha contribuito alla guarigione interiore della mia intelligenza, della mia memoria e della mia affettività, estremamente segnate dalle mie esperienze passate”.

Alla domanda su come si fa a diventare santi, padre Verlinde ha risposto: “Lasciando compiere a Dio il suo disegno d’amore su di noi”.

“L’ostacolo alla nostra santificazione – ha precisato il sacerdote – non è tanto il peccato quanto la nostra mancanza di fiducia nella misericordia e la nostra paura nel consegnarci allo Spirito Santo”.

“Il Santo – ha concluso padre Verlinde – è sempre solo un peccatore che ha osato scommettere tutto su Dio”.