Da Nord a Sud, per Dante Alighieri

Il programma della Casa di Dante a Roma e altro ancora...

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di Antonio D'Angiò

ROMA, venerdì, 10 agosto 2012 (ZENIT.org) - E’ presente da qualche giorno, sul sito internet della Casa di Dante in Roma (www.casadidanteinroma.it) il programma della Lectura Dantis per l’Anno Accademico 2012 – 2013, che si terrà, come di consueto, presso il Palazzetto degli Anguillara in Roma in piazza Sidney Sonnino, nelle domeniche da novembre ad aprile, con inizio alle ore 11. 

Qui anticipiamo solo che, quest’anno, saranno letti e approfonditi i canti dal XVIII al XXXIII del Purgatorio oltre a tre giornate di studio curate, rispettivamente, la prima dal Professor Enrico Malato (vicepresidente dell’Associazione) sulla poesia volgare in Dante Alighieri. La seconda, dopo la pausa natalizia, dal Cardinale Gianfranco Ravasi (Presidente da quest’anno della Casa di Dante in Roma) sul tema “Dante esegeta dei Salmi” e infine, l’ultima giornata, il 21 aprile 2013, con il Professor Guido Trombetti che terrà una conferenza su “Dante e la Matematica”.

Qualche tempo fa raccontammo la storia dell’ottuagenario colonnello padovano Gianni Coltraro, studioso di Dante Alighieri e possessore di circa duecento edizioni della Divina Commedia il quale, tramite due lettere indirizzate ai Pontefici Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI poi, si è fatto promotore di una insolita proposta in merito al desiderio di vedere beatificato Dante Alighieri.

Ci è pervenuta da qualche giorno una sua pubblicazione, pubblicazione come le tantissime autofinanziate da appassionati uomini di lettere, ove all’interno si trovano narrati, oltre ai legami di Dante con la Sicilia e i riferimenti danteschi alla medicina, anche alcuni passaggi significativi  della Divina Commedia dove Dante accenna all’Aritmetica, alla Geometria, all’Astronomia e alla Musica, cioè alle arti matematiche. Tra questi, solo per citarne uno, la terzina del canto IV dell’Inferno:

Euclide geomètra e Tolomeo,

Ippocràte, Avicenna e Galieno,

Averois che ‘l gran comento feo

Sul secondo numero del 2012 del trimestrale Studi Cassinati pubblicato a Luglio, è presente un saggio del direttore Emilio Pistilli intitolato “Il Codice Cassinese della Divina Commedia”. Ne diamo l’incipit ricordando che può essere integralmente acquisito accedendo al sito internet  www.studicassinati.it

“Tra i beni più preziosi custoditi nel prestigioso Archivio di Montecassino, ma anche uno dei meno noti, è senza dubbio il codice cassinese della Divina Commedia, manoscritto risalente agli anni immediatamente successivi alla morte del sommo poeta, corredato, tra l’altro, di un capitolo a cura del figlio di Dante, Jacopo.

In occasione delle solenni celebrazioni per il sesto centenario di Dante l’opera fu messa a stampa con i tipi della novella tipografia monastica nel 1865. Ne fu fatta una tiratura limitata a 219 esemplari, cosa che la resero di grande valore, al di là di quello storico letterario.

Il manoscritto, per il quale fu usata della bellissima carta bambacina in 4° grande in 205 fogli, reca la numerazione antica sul lato inferiore, n. 589, la nuova sul lato superiore, n. 512. L’edizione a stampa consta di pagg. LV + 596. La storia e l’importanza del codice è ben messa in evidenza nei Prolegomena (pagg. I-LV) redatti dai cassinesi Luigi Tosti, Andrea Caravita e Cesare Quandel.”