Da Trieste a Sarajevo, cresce l'internazionale del bene

Inaugurato l'anno accademico del seminario Redemptoris Mater di Pola

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 556 hits

“Proprio l’insegnamento di Papa Francesco e la testimonianza del beato Miroslav Bulešić, ci spingono a rinnovare il nostro sforzo nella formazione dei futuri presbiteri, affinché siano santi, umili e missionari, in risposta alle nuove sfide che la Chiesa affronta”. Così il 9 ottobre, il rettore don Piergiorgio De Angelis, ha aperto l’Anno Accademico del Seminario Redemptoris Mater di Pola (Istria - Croazia).

“Cominciamo il nuovo Anno Accademico – ha detto - all’insegna della venuta di Papa Francesco, e della beatificazione di don Miroslav Bulešić che ancora risuona nei nostri cuori”

Il Rettore del seminario ha raccontato che “una settimana fa, con tutti i seminaristi abbiamo fatto un pellegrinaggio a piedi alla tomba del Beato Miroslav, mettendo sotto la sua protezione il nuovo anno”. Riprendendo le parole del Santo Padre pronunciate ad Assisi, don Piergiorgio ha spiegato che “bisogna scappare dall’attrazione del mondo, perché la mondanità uccide”.

Aveva affermato il Papa: “Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo. La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. Questo è un idolo e non Dio… Tutti dobbiamo spogliarci di questa mondanità che è contraria allo spirito di beatitudine, allo spirito di Cristo. È proprio ridicolo che un cristiano - un cristiano vero - che un prete, che una suora, che un Vescovo, che un Cardinale, che un Papa vogliano andare sulla strada di questa mondanità, che è un atteggiamento omicida. La mondanità spirituale uccide! Uccide l’anima! Uccide le persone! Uccide la Chiesa!”

“Al contrario - ha aggiunto don De Angelis - proprio in Miroslav Bulešić abitava lo spirito di Cristo che gli dava amore per tutti, perdonando i persecutori: “La mia vendetta è il perdono” era il suo motto.  A questo abbandono della mondanità, e all’amore verso il nemico che aveva il beato Miro, arriviamo con l’azione dello Spirito Santo, attraverso il Cammino Neocatecumenale, nel quale pian piano riscopriamo tutte le ricchezze che abbiamo ricevuto nel Battesimo”.

“In questo – ha continuato - sta il senso degli studi di Teologia e Filosofia, che ci aiutano a svelare l’inganno di quell’antropologia che è secondo lo spirito del mondo: i cristiani hanno una diversa antropologia, rivelata”.

Don Piergiorgio ha rilevato che al Sinodo per la nuova evangelizzazione dell’anno scorso, Kiko Arguello, aveva ricordato, citando la Lettera agli Ebrei, che “l’uomo, per paura della morte, è schiavo del diavolo; ma Cristo è venuto a liberarci da questa schiavitù, togliendo il potere del diavolo sulla morte, distruggendo la morte. Coscienti di ciò vediamo l’urgenza della nuova evangelizzazione e della formazione dei presbiteri proprio per questa missione, affinché vadano nelle periferie esistenziali ad evangelizzare”.

Tra i partecipanti all’apertura dell’anno accademico c’erano l’Arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, e il Vescovo di Parenzo e Pola, monsignor Draen Kutleša. Erano presenti inoltre tutti i giovani seminaristi del Redemptoris Mater di Trieste e i presbiteri della ‘missio ad gentes' di Sarajevo, della Macedonia e di Lubiana. 

"Redemptoris Mater" è il nome dato a tutti i seminari missionari creati dal Cammino Neocatecumenale per dare spazio alle vocazioni del Cammino Neocatecumenale. Non sono seminari 'del Cammino', ma seminari diocesani alle dipendenze del vescovo locale.

I seminaristi ricevono la formazione filosofica e teologica indicata dalla diocesi; l'elemento specifico e basilare della loro formazione consiste nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale, quale percorso di iniziazione cristiana che li ha aiutati a scoprire la loro vocazione e continua a farli crescere nella fede

E’ stato molto interessante scoprire che questi giovani - che prima dell'ordinazione diaconale dedicano almeno due anni all'evangelizzazione in qualunque parte del mondo - stanno lavorando da Trieste a Sarajevo in territori e comunità devastati da guerre, divisioni, ferite, odio razziale e religioso. E stanno portando pace, perdono, dialogo, fratellanza.

Una sorta di "internazionale del bene" con giovani seminaristi che raggiungono luoghi dove, nel passato, mai un prete cattolico era stato accettato. Simbolo di questo processo di pacificazione e di diffusione del bene è il seminario di Pola, che si erge su una collina e su un luogo che prima era una caserma in cui venivano riposti carri armati.

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Il testo della conferenza che ha aperto l’anno accademico è stato pubblicato da ZENIT nei giorni 12 e 13 ottobre con il titolo “Misericordia!: il programma di pontificato di papa Francesco”  (Prima e seconda parte)