"Dai detenuti si impara come cambiare"

Il cardinale Scola visita il carcere di San Vittore e chiede una 'zona franca' perché i detenuti possano ricominciare a lavorare e sperimentare le proprie capacità

Milano, (Zenit.org) Redazione | 297 hits

"In questo incontro con i detenuti si impara come si fa a cambiare interiormente, a convertirsi. E questo non vale solo per i detenuti ma per me e per tutti". Così l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, hacommentato il pomeriggio trascorso ieri con i detenuti di San Vittore. Un’esperienza di ascolto e dialogo sui temi della pena, dell’espiazione, delle relazioni, della fede.

"Mi ha colpito la profondità dei loro interventi e delle riflessioni che hanno posto", ha detto il porporato.Ha lodato quindi "i nostri cappellani, le religiose, i volontari che fanno un lavoro straordinario di accompagnamento umano e spirituale coi carcerati".

"I detenuti - ha rivelato poi il cardinale - hanno chiesto a me di istituire una 'zona franca' dove riprendere a lavorare e tornare a sperimentare le proprie capacità di essere a servizio della società. Studieremo subito come rispondere a questa loro esigenza così importante mettendo a disposizione le risorse del Fondo Famiglia Lavoro".

Giunto alla Casa circondariale, intorno alle 16, Scola ha avuto un colloquio prima con le donne nel reparto femminile, poi ha portato il suo saluto ai ricoverati del centro clinico presente all’interno del carcere, infine è sceso alla “Rotonda” dove si è intrattenuto con gli ospiti di tutti gli altri raggi. La visita è durata circa due ore e mezza.

"Tre donne e cinque uomini hanno rivolto ognuno una domanda al cardinale, il quale ha risposto in un clima molto intimo e personale, come era nell’intenzione dell’incontro che per tale ragione si è scelto di mantenere riservato", ha riferito il cappellano del carcere, don Marco Recalcati che ha accompagnato l'arcivescovo durante la visita.

"È stato un gesto di attenzione molto bello da parte del cardinale - ha aggiunto il cappellano - la dimostrazione, come lui stesso ci ha indicato nella lettera pastorale, che il campo in cui noi cristiani siano chiamati operare è veramente il mondo, tutto il mondo, compreso questo angolo della città".