Dai e ti sarà dato

Assistere e dedicarsi agli altri cambia la vita. La storia di Alberto, un elettromeccanico diventato imprenditore

Roma, (Zenit.org) | 192 hits

Ho frequentato nel 1995 il corso per Elettromeccanico presso la Scuola di Formazione Professionale ELIS. Oggi sono un imprenditore di successo e lavoro nell’impiantistica civile e industriale, ma ho anche realizzato un sogno che iniziai a intravedere proprio grazie all’ELIS e in particolare a quell’iniziativa di volontariato che facemmo nel quartiere di Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma.

Andavamo a fare compagnia ai bambini figli di ragazze madri del quartiere, che non potevano occuparsi di loro perché lavoravano tutto il giorno. Andavamo lì e dopo aver pulito e fatto fare merenda ai piccoli giocavamo insieme a loro.

Una cosa che ricorderò sempre è quando compravamo l’ottone e con il seghetto facevamo gli scudetti della Roma e della Lazio per regalarli ai bambini che ci andavano pazzi. Eravamo lì tutti i sabati e io non vedevo l’ora che arrivasse il fine settimana per poter riveder quelle faccette sotto quella baracca di lamiera messa su dalle suore di madre Teresa di Calcutta.

Era una ludoteca sui generis, ma funzionava meglio di tante altre più eleganti. Oltre agli scudetti c’era un professore che con il rame realizzava degli asinelli e tanti altri piccoli animali che poi regalava ai bambini. Avevamo in tutto, un traforo, del rame, dell’ottone e una palla, nient’altro, ma il tempo passava velocissimo.

Questa esperienza mi ha segnato profondamente e da allora ho maturato un desiderio: aprire una casa famiglia. Sono riuscito a realizzare il mio sogno e ho aperto una casa famiglia nel mio paese vicino Sarno, che gestisco senza ricavare alcun utile insieme ad un mio amico.

Ospitiamo bambini senza genitori, e la gioia più grande è passare il tempo insieme a loro, in ogni momento libero della giornata. Quando non sono a lavoro, infatti, sono lì con mia moglie a dare una mano. Ringrazio ancora Dio che quel giorno mia madre scoprì il Centro ELIS durante una trasmissione di Uno mattina sulla Rai.