Dal Papa un esempio di "coraggio" e "libertà di spirito"

Commentando l'annuncio delle dimissioni, il portavoce vaticano, padre Lombardi, ha dichiarato che, al termine del pontificato, Ratzinger si ritirerà presso il monastero di clausura "Mater Ecclesiae"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 1008 hits

Un gesto che “ci ha colto un po’ di sorpresa”: con queste parole padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, ha introdotto il briefing con i giornalisti accreditati, per spiegare le circostanze in cui è maturata la scelta di Benedetto XVI di abbandonare l’incarico di guida di Santa Romana Chiesa.

La sua breve dichiarazione in latino, resa oggi al termine del Concistoro, ha destato stupore nei presenti: “Credo che la maggioranza delle persone presenti non avesse idea di ciò che il Papa stava per annunciare”, ha dichiarato padre Lombardi.

Quasi un “fulmine a ciel sereno”, per usare le parole pronunciate stamattina dal cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, il quale, secondo Lombardi, era già al corrente dell’imminente annuncio del Papa: per l’incarico ricoperto, Sodano “mi sembra naturale che fosse informato”, ha dichiarato Lombardi, precisando però che lo stato d’animo del porporato è apparso “del tutto spontaneo e sincero”.

Oltretutto tre anni fa, papa Benedetto XVI aveva già prospettato l’eventualità delle proprie dimissioni. Nel libro-intervista Luce del mondo (LEV, 2010), realizzato con Peter Seewald, alla domanda se avesse mai pensato di dimettersi, il Pontefice aveva riposto che “quando un Papa giunga alla chiara consapevolezza di non essere in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l’incarico affidatogli, allora ha il diritto, ed in alcune circostanze anche il dovere, di dimettersi”.

Nella medesimo volume, Benedetto XVI aveva tuttavia anche precisato che “quando il pericolo è grande non si può scappare”: motivo per il quale in quel momento (si era nel 2010) egli non poteva lasciare il soglio pontificio.

Queste dichiarazioni, che al momento della loro pubblicazione suscitarono un certo scalpore, sono state ricordate da padre Lombardi, che ha aggiunto che quella del Papa è stata “una decisione pensata, profonda, presa in un clima di preghiera di fronte al Signore che lo ha chiamato a svolgere il suo ministero”.

Lombardi ha inoltre ricordato che la facoltà di rinuncia da parte di un Pontefice è prevista dal Codice di Diritto Canonico (332, par. 2), ai sensi del quale, tale atto di dimissioni è unilaterale e non richiede l’accettazione da parte di nessuno.

Lombardi ha definito la scelta di Benedetto XVI come un esempio di “grande coraggio” e “libertà di spirito”, una decisione compiuta nella “consapevolezza del proprio compito”. Al tempo stesso “è chiaro che non si tratta di una decisione improvvisata” ma maturata negli ultimi tempi e di cui i più stretti collaboratori del Santo Padre erano verosimilmente al corrente.

Le dimissioni di Benedetto XVI non sono assolutamente il frutto di uno stato di depressione psicologica del Pontefice, ha precisato poi Lombardi. Il Santo Padre, al contrario, è sempre apparso piuttosto “sereno”, anche nell’ultimo difficile anno, segnato dallo scandalo “Vatilieaks” e da tutte le polemiche conseguenti.

Pur godendo di una salute complessivamente buona, il Santo Padre ha però avvertito negli ultimi tempi “lo squilibrio tra i compiti, tra i problemi da affrontare e le forze di cui si sente di non disporre”, ha proseguito il portavoce vaticano.

La conclusione del pontificato è prevista alle ore 20 del 28 febbraio prossimo: in quel momento, ha spiegato il portavoce vaticano, Benedetto XVI lascerà l’appartamento pontificio per stabilirsi, per qualche tempo, presso la residenza estiva di Castel Gandolfo.

In seguito, al termine dei lavori di ristrutturazione in corso, il Pontefice dimissionario si trasferirà definitivamente presso il Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, che negli ultimi 20 anni ha ospitato suore di clausura di vari ordini.

In questo luogo appartato Joseph Ratzinger trascorrerà gli ultimi anni della sua vita, dedicandosi alla preghiera e allo studio, come egli stesso aveva immaginato prima di essere eletto papa.

Il prossimo 1 marzo, ha ricordato padre Lombardi, inizierà il periodo di “sede vacante” cui seguirà il Conclave, a cui il Pontefice dimissionario “non parteciperà”. È quindi del tutto verosimile che prima della prossima Pasqua, “avremo il nuovo Papa”, ha quindi concluso Lombardi.