Dall'AIFA una "maliziosa e inaccettabile manipolazione"

L'Associazione Medici Cattolici Italiani contesta la rimozione delle informazioni sulle potenzialità abortive nel foglietto illustrativo della "pillola del giorno dopo"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 406 hits

Una decisione “alquanto discutibile”. Così l’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) ha definito il recente provvedimento dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di rimuovere dal foglietto illustrativo del Levonorgestrel, meglio conosciuto come pillola del giorno dopo, la dicitura: «Il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto dell’ovulo fecondato».

Nella pratica, ciò significa “impedire all’embrione di vivere e svilupparsi”, ha dichiarato il presidente nazionale dell’AMCI, Filippo Boscia. Nel ‘bugiardino’ del farmaco rimane quindi soltanto la dicitura: «Inibisce o ritarda l’ovulazione».

“Tale modifica è stata – ha commentato Boscia - evidentemente, il frutto di una scelta ben precisa e forse poco ponderata: non si può infatti pensare ad una svista omissiva, oppure ad una variazione linguistica o semantica relativa alla cosiddetta ‘contraccezione d’emergenza’”.

“Anche perché, per ogni medico è ben chiaro che il Levonorgestrel non agisce come un semplice contraccettivo, soprattutto se somministrato quando la gravidanza potrebbe già essere iniziata ed essere in corso di evoluzione. Tutti i medici cattolici AMCI ritengono che tale modifica costituisca una maliziosa manipolazione dell’evidenza scientifica e tale manipolazione, per noi medici, risulta quindi inaccettabile, da un punto di vista scientifico, prima ancora che morale!”.

“Ecco perché questa modifica del foglietto illustrativo, di cui oltretutto non appaiono evidenziate le reali motivazioni, da un canto se potrebbe sembrare apparentemente banale e poco significativa, è di fatto realmente fuorviante: si va a considerare il Levonorgestrel come un semplice contraccettivo, senza considerare minimamente le potenzialità abortive del farmaco stesso, e le relative implicazioni etiche, scientifiche e di prudenza terapeutica, che dovrebbero essere obbligatoriamente contemplate dallo stesso foglietto illustrativo”, prosegue il presidente dell’AMCI.

I medici cattolici esprimono quindi “tutta la propria indignazione per questa assurda decisione dell’AIFA, che contraddice palesemente tutte le evidenze scientifiche, pubblicate dalla letteratura internazionale e chiedono, pertanto, alle istituzioni ed organi di controllo preposti un’immediata verifica scientifica, su quanto esposto ed i relativi provvedimenti del caso”.