Dalla Corte francese un "no" deciso all'eutanasia

La presidente di Scienza & Vita commenta la decisione del tribunale di Chalons-en-Champagne che vieta ai medici di interrompere l'alimentazione e l'idratazione all'uomo tetraplegico e in stato di minima coscienza

Roma, (Zenit.org) | 425 hits

“Vincent Lambert resterà in vita perché la giustizia francese ha riconosciuto ciò che da sempre sosteniamo con il sostegno della letteratura scientifica: alimentazione e idratazione non sono atti medici sproporzionati, ma sostegni vitali”, così commenta Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita, a margine della decisione odierna del tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne che vieta ai medici di interrompere l’alimentazione e l’idratazione all’uomo tetraplegico e in stato di minima coscienza. 

“Nel momento in cui anche in Italia si riaccende il dibattito sul tema, i giudici d’Oltralpe, intervenendo per evitare che si procedesse all’eutanasia passiva di un uomo in condizione di gravissima disabilità ma certamente vivo, hanno mandato un segnale importante e chiaro in favore della vita. In particolare, citando nella sentenza come una libertà fondamentale anche il diritto al rispetto della vita, richiamando l’articolo 2 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, i giudici hanno decretato che interrompere la nutrizione e l’idratazione rappresenta un intervento lesivo e manifestamente illegittimo verso il diritto alla vita di Vincent Lambert”. 

“Auspichiamo che nel nostro Paese, invece di veder promossi discutibili spot pro-eutanasia, si apra un confronto serio e scientificamente fondato sulla dignità delle persone in stato di minima coscienza e sul loro diritto a continuare a vivere sostenuti dalle cure necessarie e circondati dall’affetto dei familiari, così da sottolineare ancora con forza l’importanza culturale e sociale dell’accompagnamento clinico e affettivo per tutte le persone malate e in stato di fragilità”.