Dalla Giornata Mondiale della Gioventù al Cardinalato

Intervista a mons. Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro, che Papa Francesco creerà cardinale nel Concistoro del prossimo 22 febbraio

Fortaleza, (Zenit.org) Maria Emilia Marega | 273 hits

Tra i diciannove nuovi cardinali che Papa Francesco creerà nel Concistoro del prossimo 22 febbraio, figura anche il nome di mons. Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro. Mons. Tempesta, nato il 23 giugno 1950 a São José do Rio Pardo, è religioso dell'Ordine cistercense. Ha studiato Filosofia presso il Monastero di São Bento a São Paulo e Teologia presso l'Istituto Pio XI di São Paulo. Fu ordinato sacerdote, il 7 dicembre 1974, nella sua città natale, nella parrocchia di San Roque, dove svolse il ruolo di vicario e poi di parroco. Ordinato vescovo il 25 marzo 1997, Tempesta è stato da subito accolto e amato dai fedeli brasiliani, incarnando l'immagine del “Pastore con addosso l’odore delle sue pecore", che dona tutta la sua vita nel ministero che ha assunto. La mattina di domenica 12 gennaio, dopo l’annuncio delle nuove nomine di Francesco durante l’Angelus, è stata una giornata di festa per la Chiesa in Brasile che ha accolto con gioia la notizia che l’Arcivescovo avrebbe presto ricevuto la porpora. ZENIT ha intervista mons. Tempesta.

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Eccellenza, la Giornata Mondiale della Gioventù del luglio scorso, a Rio de Janeiro, ha suscitato grande attenzione sulla Chiesa in Brasile. Cosa si aspetta la gente dai cattolici brasiliani?

Mons. Tempesta: La GMG di Rio ha dato grande visibilità per i cattolici del Brasile. Speriamo che si continui a conservare quello spirito di apertura, buona partecipazione, crescita nella fede. Tutti attendiamo con ansia un mondo migliore, costruito da tutti i settori della società. La GMG ha lasciato questa eredità di convivenza fraterna, solidarietà, gioia, pace ed unità, secondo i valori del Vangelo. I cattolici devono dare ora l'esempio di essere discepoli missionari di Cristo.

Durante il suo pontificato, Papa Francesco ha richiamato spesso il tema della povertà. Come spiegare questa dimensione sociale, in particolare in un’America Latina così ferita dalla Teologia della Liberazione ?

Mons. Tempesta: Il Papa ha detto che tutto il lavoro sociale è una conseguenza dell’amore a Dio e al prossimo. Una vera teologia della liberazione fa vedere le ingiustizie, ma va in missione in promozione sociale, che ci porta a realizzare questa dimensione sociale.

In molti paesi, si realizza un nuovo risveglio della Chiesa cattolica. Come giudica lei questo tempo della Chiesa?

Mons. Tempesta: È il tempo della missione, della conversione, della vita nuova e della croce. Il tempo in cui bisogna predicare il Vangelo, fare discepoli, costruire un nuovo mondo e, se necessario, morire con e per Cristo. Il tempo che viviamo oggi è quello della chiesa proattiva che va avanti, richiamando l'attenzione per sistemare le cose, governare la società, affrontare le sfide di un mondo non equo. Per questo Papa cerca di risvegliare le coscienze delle persone.

L'Anno della Fede si è concluso. Ora cosa succederà?

Mons. Tempesta: L'Anno della Fede è stata l'occasione che Papa Benedetto XVI ha posto in essere per approfondire la propria fede e vivere questa esperienza intensamente. Sono state attuate molte iniziative di approfondimento, conoscenza, esperienza. Mi auguro vivamente che questo Anno non sia stato un’occasione per passare da una semplice riflessione tematica ad un'altra. Spero che il seme piantato durante l’Anno della Fede porti i suoi frutti, e che venga innaffiato con l'acqua viva della carità, in modo che, di virtù in virtù, possa crescere sempre di più e far germogliare "uomini perfetti e donne perfette”, con la statura morale di Cristo .

Il Papa ha convocato per ottobre un’Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema le “Sfide pastorali della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione”. È verosimile che la pastorale familiare sia attualmente la più grande sfida della Chiesa odierna?

Mons. Tempesta: La sfida è quella di cambiare questa società per rafforzare i legami familiari, aiutando le famiglie a formare persone che costruiscono la società. Vogliamo che le famiglie siano radicate nei valori evangelici per generare figli nell'amore e che questo amore trabocchi in tutta la società .

Quali cambiamenti dobbiamo aspettarci dal cardinale Orani João Tempesta?

Mons. Tempesta: Abbiamo un sacco di cosa da fare a Rio de Janeiro. Il lavoro nell’arcidiocesi rimane sempre lo stesso, ma sono disponibile a soddisfare qualsiasi ordine o richiesta del Papa, e a presenziare per qualsiasi riunione lui indica in Vaticano.