Dallo schianto al canto

Passare dal calore della mamma della terra all'abbraccio senza fine del Padre del cielo

Roma, (Zenit.org) Andrea Panont, O.C.D. | 229 hits

“Perché, Redi? Perché, perché? Il dolore è troppo grande…! Perché?!...Aiutatemi! Temo di non farcela!”

Queste parole mi sono arrivate nel cellulare, ieri mattina con un trillo che mi ha richiamato l’attenzione. Le leggo, le rileggo. Ma al momento non le capisco; o meglio non riesco a riconoscere né il fatto, né le persone nominate.

Appena posso, dopo un’ora, mi confronto con amici. Abbiamo insieme ricostruito. Si era compiuta, da poco più di due ore, la tragedia di una mamma.

Alle sette di quella mattina, aveva appena finito di preparare con cura particolare la colazione al figlio particolare, per il quale da sempre sognava e si augurava un avvenire  particolarissimo. La sveglia del figlio che dormiva nella stanza accanto, suonava invano.

Lo schianto d’una mamma andava di pari passo con la fortuna del figlio. Mi piace esprimermi da cristiano che si lascia inebriare dalla fede. Conosce e comprende l’assurdo umano espresso nel massimo del dolore che è in rima col massimo dell’amore.

Quel crudo dolore della mamma consacra la fortuna del figlio che è stato strappato agli affetti umani più grandi. Perché?

E’ stato chiamato e promosso a realizzare il più bel sogno che ogni credente tiene gelosamente nascosto nel cuore: passare dal calore della mamma della terra all’abbraccio senza fine del Padre del cielo; ringraziare chi gli ha donato di respirare in una famiglia dalla quale, nell’ora da Lui solo saputa, è strappato con uno schianto per andare a “godere dell’Eterno il canto”.

Ciao da p. Andrea

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