Dialogare con le altre religioni non implica "relativizzare la fede cristiana"

Il messaggio di Papa Francesco al cardinale Jean-Louis Tauran in occasione del 50° anniversario della nascita del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 373 hits

È un profondo "grazie" quello che Papa Francesco rivolge al cardinale Jean-Louis Tauran per il lavoro compiuto dal Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso in questi 50 anni dalla sua fondazione. Il Dicastero fu istituto il 19 maggio 1964 dal Servo di Dio Papa Paolo VI, con la Lettera Apostolica Progrediente Concilio, col nome di “Segretariato per i Non-Cristiani”.

Nel suo messaggio per l'occasione, il Papa ricorda proprio la genesi del Pontificio Consiglio avvenuta nella bella stagione del Concilio Vaticano II “caratterizzata da grande apertura”. All'epoca - rammenta il Santo Padre - "la Chiesa si sentiva animata da un sincero desiderio di incontro e dialogo con l’umanità tutta”. Tale dialogo "è possibile solo a partire dalla propria identità”, sottolinea, perché, come dimostrato da Giovanni Paolo II, “dialogo ed annuncio non si escludono a vicenda, ma hanno un legame intimo". Tuttavia essi - sottolinea il Pontefice - vanno mantenuti "distinti" e non devono essere "né confusi, né strumentalizzati, né giudicati equivalenti o intercambiabili”.

In tal senso, la Chiesa "desidera farsi vicina e compagna di strada di ogni uomo”, come Cristo con i discepoli di Emmaus. “Tale disponibilità a camminare insieme – evidenzia il Papa – è tanto più necessaria nel nostro tempo, segnato da profonde e mai prima conosciute interazioni tra popoli e culture diverse”.

La Chiesa infatti "sarà sempre più impegnata a percorrere la strada del dialogo e ad intensificare la cooperazione, già fruttuosa, con tutti coloro che, appartenenti a differenti tradizioni religiose, condividono la volontà di costruire rapporti di amicizia e prendono parte alle numerose iniziative di dialogo”.

Un dialogo che però - precisa Francesco - non significa “relativizzare la fede cristiana”. In quest'ottica è apprezzabile il lavoro svolto dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso nell'ultimo mezzo secolo. L'auspicio del Vescovo di Roma è che esso possa proseguire “con rinnovato slancio la propria missione, che potrà molto giovare anche alla causa della pace e all’autentico progresso dei popoli”. (S.C.)