"Dialogo e preghiera crescono o deperiscono insieme"

Papa Francesco riceve in udienza i partecipanti all'Incontro Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 332 hits

Ricevendo stamattina nella Sala Clementina i partecipanti all'Incontro Internazionale per la Pace promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, papa Francesco si è posto sulla scia dei suoi due immediati predecessori.

Nel suo discorso il Santo Padre ha fatto innanzitutto riferimento al primo storico incontro interreligioso di Assisi, convocato dal beato Giovanni Paolo II nel 1986. In quell'occasione, papa Wojtyla "invitò i leader religiosi a pregare per la pace: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni accanto agli altri", ha ricordato Francesco.

L'incontro per la pace in corso in questi giorni a Roma, si pone quindi nello spirito di 27 anni fa, e del 25° anniversario del medesimo evento, quando il papa emerito Benedetto XVI esortò a "cancellare ogni forma di violenza motivata religiosamente" e a "vigilare affinché il mondo non cada preda di quella violenza che è contenuta in ogni progetto di civiltà che si basa sul 'no' a Dio".

Ciò che non cambia, rispetto agli anni '80 è un mondo che, come e più di allora, "ha tanto bisogno di pace", ha detto Bergoglio.

I cristiani, ha proseguito il Pontefice, non possono rassegnarsi "di fronte al dolore di interi popoli, ostaggio della guerra" né ad "assistere indifferenti e impotenti al dramma di bambini, famiglie, anziani colpiti dalla violenza" e nemmeno lasciare che "il terrorismo imprigioni il cuore di pochi violenti per seminare dolore e morte a tanti". Tuttavia, la pace è, in primo luogo, una "responsabilità di tutti", per la quale bisogna "pregare".

Mancando il dialogo "si stenta ad uscire dallo stretto orizzonte dei propri interessi per aprirsi ad un vero e sincero confronto". Essendo il dialogo la vera "via della pace", è fondamentale "che cresca, che si allarghi tra la gente di ogni condizione e convinzione come una rete di pace che protegge il mondo e i più deboli", ha spiegato il Santo Padre.

Nella costruzione della pace, i leader religiosi sono chiamati ad essere non semplici "intermediari" ma veri e propri "mediatori". Mentre i primi, generalmente scendono a compromessi, "al fine di ottenere un guadagno per se'", il mediatore "si spende generosamente, fino a consumarsi, sapendo che l'unico guadagno è quello della pace".

Papa Francesco ha concluso l'udienza, esortando i partecipanti all'incontro a pregare "per la pace del mondo, in Siria, nel Medio Oriente, sottolineando che "dialogo e preghiera crescono o deperiscono insieme".