Difesa della vita in Europa e sviluppo dell'Africa

Movimento per la Vita e Cattolici per una Civiltà dell'Amore, promuovo un'alleanza tra Europa e Africa per garantire pace e sviluppo

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 416 hits

“Vinciamo la crisi con ‘Uno di noi’ e abbraccia l’Africa”, questo il titolo della campagna che il Movimento per la vita e il Comitato dei Cattolici per una Civiltà per l’Amore hanno presentato venerdì 20 settembre presso la Libreria ecumenica a Roma.

Ma che c’entra la difesa della vita e della famiglia, portata avanti dall’iniziativa dei cittadini europei “Uno di Noi”, con lo sviluppo dell’Africa?

Michele Trotta, coordinatore per l’Italia dell’iniziativa “Uno di Noi” ha risposto riprendendo il messaggio per la Pace 2013, in cui papa Benedetto XVI ha scritto:  “Non si può realizzare la pace, lo sviluppo integrale dei popoli o la stessa salvaguardia dell’ambiente, senza che sia tutelato il diritto alla vita dei più deboli, a cominciare dai nascituri e da una rinnovata considerazione del lavoro, basata su principi etici e valori spirituali, come bene fondamentale per la persona, la famiglia, la società”.

Per quanto riguarda la cooperazione dell’Europa con l’Africa, Giuseppe Rotunno, Segretario generale del Comitato di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore, ha aggiunto che “si intende aprire una nuova strada per rispondere con speranza e nuove opportunità alla crisi economica”.

A questo proposito ha raccontato di un microprogetto appena realizzato in Egitto. Un esempio di come l’Europa potrebbe abbracciare l’Africa.

Con un piccolo investimento da parte di un’imprenditrice di Montegrotto Terme è stato possibile far nascere, al Cairo, un progetto di lavoro in cui sono state coinvolte 40 donne egiziane.

In una lettera resa nota nel corso della conferenza stampa, padre Hani Bakhoum Kiroulos, del Patriarcato Copto Cattolico, ha raccontato: “Con viva gratitudine e sincero ringraziamento, vorrei presentarvi questo rapporto finale del progetto ‘Impara e aiuta la tua famiglia’. Non possiamo nascondere che la situazione venuta a crearsi in seguito alla rivoluzione del 25 gennaio 2011 non è facile. Molte famiglie soffrono tanto e il tasso di povertà si è innalzato fino al 40% della popolazione.

Per tale motivo il nostro ufficio di Sviluppo del Patriarcato Copto Cattolico ha cercato di realizzare questo progetto per aiutare 40 famiglie. L’idea è stata quella di insegnare ad un gruppo di donne a realizzare lavori manuali: ricamo, cucito, lavoro a maglia, ecc… fornendo anche i materiali per poter produrre i primi esemplari.

Il nostro progetto non mira solamente a insegnare loro tali attività, ma anche di sensibilizzarle ad una vita sociale che cerca la giustizia e la pace tra varie persone, nonostante le differenze tra religioni, razze o culture.

Siamo riusciti, tramite alcuni volontari, a raggiungere 40 donne, appartenenti a famiglie disagiate. Abbiamo iniziato ad insegnare loro alcuni lavori manuali, tramite la collaborazione di specialisti di questo settore. Sono stati acquistati i materiali necessari per produrre i primi esemplari. Inoltre sono state promosse conferenze e attività sociali (gite, momenti di preghiera) per migliorare il vivere insieme e incoraggiare una cultura di giustizia e pace.

Abbiamo creato un luogo stabile per le vendite di tali prodotti, che è la mostra nella Sede Patriarcale. Il progetto suscita interesse anche per il guadagno che si prospetta: ci sono infatti già richieste per i nostri prodotti".

Contestualmente ai progetti “L’Europa abbraccia l’Africa”, Rotunno ha mostrato una lettera in cui il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Durão Barroso, afferma che l’appoggio delle Piccole e Medie imprese africane ed europee sarà preso in conto nell’Undicesimo Fondo Europeo di Sviluppo.

Insieme alla partnership tra piccole e medie imprese italiane e microimprese africane Rotunno ha invitato a sostenere anche il progetto “Adotta un papà nel Sud del mondo” e un progetto di gemellaggio tra le scuole italiane e le scuole del Sud del mondo

Sulle possibilità dello sviluppo dell’Africa ha parlato Cesare Zucconi, segretario generale della Comunità di Sant’Egidio.

Pensare che l’Europa in crisi possa abbracciare l’Africa, sembra un paradosso, ha esordito Zucconi, eppure la realtà offre molte più opportunità di quelle che si possano immaginare.

L’esponente della Comunità di Sant’Egidio ha spiegato che l’Africa è un continente con il più alto numero di giovani e immense risorse minerarie e agricole.

Si pensi che in Africa c’è il 60% delle terre non coltivate del globo e molti giacimenti petroliferi, scoperti, ma non sfruttati.

Gli investimenti sono cresciuti da 9 miliardi di dollari nel 2000 agli attuali 62 miliardi di dollari.

Secondo gli esperti del Mc Kinsey Global Institute tra dieci anni almeno 130 milioni di africani saranno a livelli di produzione e consumo del tutto simile alla “classe media” occidentale.

Tra i progetti realizzati dalla Comunità di sant’Egidio, Zucconi ha citato la dichiarazione congiunta per la transizione democratica della Repubblica Centroafricana e al programma di cura gratuita dell’Aids, chiamato Dream varato nel 2002 e che opera in dieci paesi dell’Africa.

Zucconi ha concluso facendo un appello all’Europa affinché ritrovi il coraggio di una sguardo lungo e ottimista, una visione come quella dei padri fondatori, al fine di risvegliare da una sorta di torpore spirituale la società europea che sembra spaventata dal futuro.