Diminuiscono le iscrizioni nelle scuole cattoliche

La tendenza e la moda indirizzano le scelte della borghesia elitaria verso le Scuole Internazionali, scrive il prof. Adernò

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di Giuseppe Adernò

ROMA, sabato, 21 luglio 2012 (ZENIT.org).- Diminuiscono e calano sempre più le iscrizioni nei Licei classici specie delle scuole cattoliche e paritarie.

Mentre le scuole dei gesuiti vanno bene a New York e Parigi, in Italia la situazione è in forte declino. Al blasonato Leone XIII di Milano, storica scuola dei Gesuiti, frequentata anche dal presidente del Consiglio Mario Monti, quest’anno al quarto ginnasio le iscrizioni non arrivano a 10 alunni. Diminuiscono anche le iscrizioni nelle scuole dei gesuiti a Roma e Napoli.

A Catania lo storico e glorioso Leonardo da Vinci dei Fratelli delle Scuole Cristiane quest’anno non riesce a formare né il quarto ginnasio, né il primo liceo scientifico.

Sono in difficoltà, ma si formano le classi prime anche se non numerose all’Istituto San Giuseppe e al San Francesco di Sales di Via Cifali, storiche scuole cattoliche che hanno formato intere generazioni di professionisti catanesi.

Ad aggravare la situazione delle scuole cattoliche, dove si registra la diminuzione della presenza dei religiosi e la necessità di avere personale laico che va adeguatamente retribuito, influiscono certamente i problemi connessi alla crisi economica e alle rette che , se pur limitate , incidono sui costi familiari. Sono state messe in palio anche delle borse di studio per gli studenti meritevoli e in particolari situazioni economiche, ma tutto ciò non regge se non si formano le classi.

Molte scuole vivono ancora di “rendita” in quanto “la maggior parte degli iscritti - come afferma Suor Agnese Santoro, preside dell’Istituto San Giuseppe di Catania - sono figli dei nostri ex alunni e quindi c’è un rapporto di fiducia e di stima nei confronti dell’Istituto , e se riusciamo ancora ad essere presenti è anche grazie alle quindici suore che operano nel settore scolastico”.

La situazione di sofferenza ha oggi assunto una dimensione nazionale e la richiesta dei contributi previsti dalle vigenti norme costituiscono una necessaria valvola di sicurezza per garantire un servizio certamente prezioso anche nel rispetto della storia della formazione in Italia.

Mentre prima era una garanzia certa la frequenza delle scuole lasalliane, dei gesuiti, dei salesiani, o delle Suore, oggi per una istruzione di eccellenza la tendenza e la moda indirizza le scelte della borghesia elitaria verso le Scuole Internazionali che rilasciano a conclusione del ciclo diplomi secondo l’International baccalaureate organization, oppure la frequenza di scuole francesi o inglesi.

E’ solo questione di moda o la società di oggi richiede una scuola rinnovata e qualificata sia per la formazione linguistica nell’era della globalizzazione, sia per le specializzazioni culturali ed operative che non possono seguire i vecchi modelli consolidati e stantii.

Il modello didattico del liceo europeo non può essere solo un bel vestito messo addosso ad un manichino vecchio stampo, occorre una nuova classe docente che sappia aprirsi alle innovazioni culturali e sia disponibile a scommettersi per il futuro della società.

Le scuole paritarie e cattoliche potranno percorrere tale sentiero per assicurare un futuro al carisma dei Fondatori e rispondere alle esigenze della mutata società.

In questo delicato momento storico c’è poco da pretendere dal Governo o dalle Istituzioni, occorre innanzitutto dare e costruire per il domani, ciascuno secondo le proprie competenze e ruoli. I frutti si vedranno nel tempo, come pure i danni di tale inoperosità e quindi la disattenzione politica nei confronti della cultura e dell’istruzione avrà una lunga scia di negatività in futuro.