"Dio affida l'essere umano alla donna"

Dal 10 al 12 ottobre, a Roma, un Seminario del Pontificio Consiglio per i Laici sulla "Mulieris Dignitatem", a 25 anni dalla pubblicazione del documento di Giovanni Paolo II

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) | 415 hits

Un Seminario di studi sulla "Mulieris Dignitatem" a 25 anni dalla pubblicazione del documento del Beato Giovanni Paolo II. E' la proposta del Pontificio Consiglio per i Laici che, dal 10 al 12 ottobre prossimi, organizza una serie di incontri a Roma per celebrare il 25.mo anniversario della Lettera apostolica di Papa Wojtyla, pubblicata il 15 agosto 1988. In particolare - riferisce un comunicato del Dicastero - sarà una frase dell’importante documento pontificio, “Dio affida l’essere umano alla donna”, il filo conduttore del Seminario. Un’affermazione, questa, “forte e piena di significato” ma “forse, non abbastanza ‘afferrata’ e studiata in questi anni”.

Il Pontificio Consiglio per i Laici vuole proporre quindi “una rinnovata riflessione su questo importante documento”. Va ricordato che la "Mulieris dignitatem" è stata scritta subito dopo il Sinodo sulla vocazione e missione dei laici nella chiesa e nel mondo del 1987, che ha raccolto una richiesta scaturita dall’aula sinodale di considerare i fondamenti antropologici e teologici della condizione femminile come fondamento imprescindibile per ogni novità da attuare nella vita della Chiesa.

L’Esortazione apostolica post-sinodale "Christifideles Laici", pubblicata poco dopo la "Mulieris dignitatem", contiene il monito: «E' del tutto necessario passare dal riconoscimento teorico della presenza attiva e responsabile della donna nella Chiesa alla realizzazione pratica. … il nuovo Codice di Diritto Canonico contiene molteplici disposizioni sulla partecipazione della donna alla vita e alla missione della Chiesa: sono disposizioni che esigono d'essere più comunemente conosciute e, sia pure secondo le diverse sensibilità culturali e opportunità pastorali, attuate con maggiore tempestività e risoluzione.» (ChL, 51). 

“Oggi – si legge nella nota - si sente ancor più l’urgenza di mettere in pratica gli auspici del Sinodo per una più attiva partecipazione della donna nella vita e nella missione della Chiesa: attualizzare le riflessioni di questi documenti offrirà importanti indicazioni sulla strada da percorrere, contribuendo così anche a rispondere agli appelli di Papa Francesco in questo senso”.

“Negli ultimi venticinque anni – afferma il comunicato del Dicastero - la presenza e la partecipazione della donna nella vita sociale, economica, culturale e politica si sono gradualmente incrementate in tutto il mondo. Allo stesso tempo, però, abbiamo assistito alla crescita di una grave crisi antropologica mondiale opportunamente denunciata da Papa Benedetto XVI, che ha rilevato come gli uomini del nostro tempo soffrano di uno ‘strano odio di se stessi’, che si traduce nelle molteplici espressioni di malessere che stanno davanti agli occhi di tutti. Nella Santa Messa per l’inizio del suo Pontificato, Papa Francesco chiamava tutti, uomini e donne, a «essere ‘custodi’ del creato, del disegno di Dio iscritto nella natura, a essere custodi l’uno dell’altro e dell’ambiente» (Omelia nella Santa Messa per l’inizio del Ministero petrino, 19 marzo 2013)".

"La custodia dell’umano - prosegue - lungi dall’essere un peso imposto dall’esterno, è in realtà un’occasione di realizzazione personale quando viene assunta nella libertà dell’amore. Inoltre, in diversi recenti interventi, Papa Francesco ha messo in risalto che la fecondità è componente essenziale della realizzazione personale di tutti, uomini e donne; la fecondità è fatta di quel «dono sincero di sé» (GS 24) che è vocazione di ogni persona umana, vissuta tuttavia nei modi peculiari del femminile e del maschile. Purtroppo, alcune ideologie hanno fatto perdere di vista la verità e la ricchezza della fecondità propria della donna; una ricchezza che, tuttavia, di fatto, viene vissuta gioiosamente da molte donne nei diversi stati di vita e in diversi contesti geografici e sociali”.

Al Seminario partecipano esperti e rappresentanti di associazioni e movimenti, provenienti da 25 paesi, 39 associazioni e movimenti ecclesiali, 22 diverse aree professionali: teologi, filosofi, educatori, docenti universitari, giornalisti, storici, medici, avvocati, artisti, ingegneri, ecc. Si tratta di un gruppo assai variegato di donne e uomini che potranno dialogare insieme, “nella Chiesa e come Chiesa”, sulle nuove sfide ed elaborare risposte adeguate partendo dalla dignità e vocazione donata da Dio a ogni donna e ogni uomo.