Dio della vita

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 261 hits

Lettura

Altra questione. Stavolta sono i sadducei che vanno alla carica e presentano a Gesù un caso particolare. Esso ha un parallelo nell’episodio narrato nella prima Lettura (Tb 3,1-11a.16-17a). La risposta di Gesù tocca le motivazioni profonde che reggono la fede nella risurrezione. Essa si muove in due direzioni: la prima riguarda le modalità della risurrezione. Nello stato di uomini risorti, sono superate le distinzioni e i ruoli che furono propri della vita terrena; si è tutti come angeli di Dio. La seconda riguarda la risurrezione stessa affermata come una realtà insita nel cuore umano: nell’uomo, infatti, c’è un anelito alla vita insopprimibile al punto che in Es 3,6 Dio è chiamato Dio dei vivi: di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.

Meditazione

La risurrezione dei morti è punto centrale della nostra fede. La affermiamo nel Credo ogni domenica: credo nella risurrezione della carne. Gesù rispondendo ai sadducei, che invece non vi credevano, cita Es 3,6: Dio è Dio dei vivi. Dunque Abramo vive! Isacco vive! Giacobbe vive! Non è lo sheol la conclusione della vita umana. C’è un “oltre” la vita che attende ogni uomo ed è la piena realizzazione di quell’anelito che ogni creatura umana si porta dentro. La verità teologica della risurrezione di Gesù e di ogni discepolo, esprime questo compimento e qualifica – differenziandola dalle altre credenze – la nostra fede cattolica. Probabilmente anche oggi tra i cattolici sarebbe necessario verificare l’autenticità della fede in questo articolo del Credo. Non è poi forse tanto lontana da noi l’esperienza che fecero gli Ateniesi, sentendo Paolo parlare di risurrezione di morti. Se ne andarono affermando: «Su questo ti sentiremo un’altra volta» (At 17,32). La risurrezione di Cristo e la nostra orientano la nostra esistenza? Le danno sapore? Sono capaci di aiutarci ad affrontare le negatività con spirito positivo e costruttivo. In questo Anno della fede mi chiedo: credo veramente che tutto è orientato al bene e alla luce perché tutto è stato illuminato dalla risurrezione? Incisivo l’invito di sant’Agostino che tiene unite le tre virtù teologali: «Di queste verità spesso ragioni con te la tua fede, poiché la tua speranza non andrà delusa, anche se adesso la tua carità deve ancor aspettare».

Preghiera

Credo che sei Risorto, Signore, e che la vita, dono prezioso da te ricevuto, è talento da spendere e da moltiplicare. Fa’ che non deluda le tue attese e quelle dei fratelli.

Agire

«Non c’è nulla di meglio al mondo che stare in grazia di Dio» (san Josemaría Escrivá de Balaguer).

Meditazione del giorno a cura di monsignor Douglas Regattieri, Vescovo di Cesena-Sarsina, tratta dal mensile "Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it