Distruggere la voglia di sapere è un male gravissimo

Ogni insegnante dovrebbe aiutare l'alunno a capire le sue intelligenze ed i suoi talenti

Roma, (Zenit.org) Maria Cristina Corvo | 472 hits

Prof, mi sono imbattuta nel link che ha pubblicato sul suo blog ed ho letto la frase “Ogni cosa, intorno a me, mi ricorda come io sia infelice, senza talenti o potenzialità“. Subito ho ricordato quando ancora ero a scuola. La scuola dovrebbe essere come una seconda casa, dovrebbe farti sentire motivato, mai fuori posto, dovrebbe farti capire i tuoi errori e portarti a risolverli e non a buttarti giù. E, secondo lei, non è molto influente il modo in cui i professori si rapportano con noi? Non tutti siamo portati per la stessa cosa, giusto? Quindi dovremmo cercare di capire per cosa siamo portati; o sbaglio?

Beh, se non sei portato per lo studio di determinate materie, la scuola ti fa subito sentire fuori posto. Iniziano paragoni con gli altri studenti; ci sono professori che ti dicono che sei stupido; che ti chiedono per quale motivo continui ad andare a scuola se non ti piace studiare… Allora tu inizi a pensare di non essere capace; ti butti giù e la fiducia in te stesso si abbassa. Per fortuna però che la vita va avanti! Niente scuola, niente ansia pre-interrogazione… aaahh… la mattina si respira un’aria così serena! Ti si attiva il cervello, hai mille idee! Sperimenti, fai, leggi, ti metti alla prova e nessuno sta lì a darti dei voti.

Da quando mi sono resa conto che quell’inferno è finito, la mia mente ha iniziato a elaborare un senso di pace interiore fantastico. Sono molto più rilassata, sorrido sempre e mai per forza, ho ripreso a disegnare e ogni giorno butto giù un progetto diverso, mi sto migliorando e ho imparato ad auto-criticarmi, senza distruggermi”.

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Carissima Giulia,

quando ho finito di leggere la tua lettera, la mia mente ha fatto un balzo indietro di anni, facendomi rivedere tutti i miei anni scolastici. Ho ricordato una persona che è stata come una meteora nella mia vita di alunna: una giovane maestrina che mi ha insegnato solo per un mese, in quinta elementare. Una dolcissima supplente, affettuosa quanto esigente e quel mese mi è valso per tutti gli altri anni! 

Si chiamava Milvia: aveva un sorriso dolcissimo, spiegava con una voce suadente, calma ed avrebbe reso affascinante anche l’elenco telefonico. Mentre parlava ti faceva capire che tutti quei concetti li stava dicendo per te! Quando ci dava delle ricerche da fare, era come se ci dicesse: “Come farai tu questa ricerca, nessuno mai!”. Mi sentivo unita alla mia maestra e sentivo che mi voleva bene perché mi guardava come si guarda una bambina in gamba! Studiavo ed ero felice di studiare!!! Poi è tornata la mia “vecchia” maestra e con lei è ritornata la routine: voti, compiti, interrogazioni, colloqui, distacco…una tristezza!

Tutti noi nasciamo per conoscere e sperimentare. Dio ci ha fatti proprio per questo. E guarda che quest’ultima frase che ho scritto, è il concetto biblico meno imparato! Un po’ perché non si conosce la Bibbia ed un po’ perché la Chiesa gerarchica, nel passato, ha fatto delle mosse sbagliate in questo senso. Ma Dio ci ha donato l’intelligenza perché l’usassimo al massimo! Non ci credi? Leggi: “Se appunto invocherai l’intelligenza e chiamerai la saggezza,(Proverbi 2, 3), la riflessione ti custodirà e l’intelligenza veglierà su di te, (Proverbi 2, 11). Dì alla sapienza: «Tu sei mia sorella», e chiama amica l’intelligenza,(Proverbi 7, 4). Beato l’uomo che medita sulla sapienza e ragiona con l’intelligenza,(Siracide 14, 20). Dio ha visto e misurato la sapienza; ha fatto piovere la scienza e il lume dell’intelligenza; ha esaltato la gloria di quanti la possiedono”(Siracide 1,17)…e potrei continuare per pagine e pagine!!!

Nel secolo scorso abbiamo scoperto che abbiamo tanti tipi di intelligenze. Proprio come dici tu: ognuno di noi nasce con capacità ed intelligenze diverse! Tu, con il tuo buon senso, hai capito ciò che Gardner disse al mondo scientifico all’inizio del ‘900:“Guardate che le forme di intelligenza sono tante e diverse. Quindi sono stupidaggini quei test d’intelligenza che facciamo fare, perché si basano su teorie standardizzate”. 

WOW!Ogni insegnante dovrebbe aiutare l’alunno a capire le sue intelligenze ed i suoi talenti. Dio è felice di questo e ce lo dice chiaramente: “Acquista il vero bene e non cederlo: la sapienza, l’istruzione e l’intelligenza.(Proverbi 23, 23)! Quindi,distruggere la voglia di sapere, è un male gravissimo!

A vent’anni lessi “L’intelligenza Emotiva” e mi si spalancò davanti l’immenso ventaglio di potenzialità che la nostra intelligenza ha, se collegata alle emozioni.  E’ proprio vero: “Diofa traboccare l’intelligenza come l’Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura(Siracide 24, 24)! Quindi sono strafelice per te che, ora, mi dici che stai coltivando la tuacuriositàe la tua voglia di sperimentare, ma sono triste perché a scuola non siamo riusciti a renderti bello questo esercizio di scoperta.

Eppure lo sappiamo che la cultura ci fa diventare esseri pensanti: “Non siate come il cavallo e come il mulo, privi d’intelligenza; si piega la loro fierezza con morso e briglie,se no, a te non si avvicinano (Salmo 31,9). Brava Giulia! Sperimenta, disegna, leggi, scopri e“acquista la sapienza; a costo di tutto ciò che possiedi acquista l’intelligenza" (Proverbi 4, 7).

A Dio piace tutto questo!