"Dobbiamo fare di più per la Chiesa"

Intervista con monsignor Vicente Kiaziku, della diocesi di Mbanza-Kongo, in Angola

Roma, (Zenit.org) | 807 hits

L’Angola è un Paese prevalentemente cattolico: infatti, oltre il 55% della popolazione è fedele alla Chiesa di Roma. Il rovescio della medaglia è che la Chiesa locale ha solo 400 sacerdoti diocesani. In collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre, Marie Pauline Meyer ha intervistato per il programma Where God Weeps (Dove Dio piange) il vescovo della diocesi di M’banza-Kongo, monsignor Vicente Kiaziku, sulla situazione dei cattolici nel Paese africano.

Qual è il suo motto episcopale?

Mons. Vicente Kiaziku: Il mio motto è Umiltà e carità. Sono cappuccino e i frati sono molto umili e semplici, ed è per questo che ho scelto “umiltà”, e poi “carità”, perché la carità è una virtù importante per noi cristiani. Conforme alla mia vocazione e mio indole, ho scelto dunque questo motto.

Perché ha scelto di diventare frate cappuccino?

Mons. Vicente Kiaziku: È molto difficile rispondere a questa domanda. È stata una chiamata di Dio. Per moltissimi anni i cappuccini sono stati gli unici missionari nel mio Paese. I cappuccini sono i frati del popolo. La loro semplicità e il loro lavoro con la gente mi hanno impressionato.

Essendo adesso vescovo, lei non ha vita comunitaria o molto poca. È difficile?

Mons. Vicente Kiaziku: Sì. Quando ero a Roma formavamo una comunità di 40 fratelli e ora siamo solo in due. L’anno scorso, ero da solo. La fraternità è molto importante per noi cappuccini e vivere da solo non fa bene.

Essere vescovo è quindi già stata una croce?

Mons. Vicente Kiaziku: Sì, è stata una croce e spero in futuro di implementare la vita fraterna per i sacerdoti diocesani.

Qual è la situazione economica della gente nella sua diocesi?

Mons. Vicente Kiaziku: La maggioranza è povera e dipende dall’agricoltura. La maggior parte delle persone benestanti vive nella città di Soyo, dove c’è il petrolio. La maggior parte dei lavoratori petroliferi sono americani ed europei e non sono molto coinvolti nella Chiesa. Ho l’impressione che la mia zona non sia una priorità per il governo angolano e, come tale, non abbiamo molti posti di lavoro, tranne nell’agricoltura. Ciò di cui abbiamo più bisogno è la creazione di industrie, altrimenti perderemo i nostri giovani. Abbiamo bisogno anche di corrente elettrica e di acqua potabile. Abbiamo bisogno di molte cose. Abbiamo bisogno di sviluppo.

L’Angola è un Paese prevalentemente cattolico, eppure i sacerdoti sono molto pochi. Come mai?

Mons. Vicente Kiaziku: Non so esattamente perché. La mia è stata la prima diocesi in Africa (subsahariana, ndr). La fede è presente qui da oltre 500 anni. La situazione non è molto buona. Abbiamo solo 6 sacerdoti diocesani e 10 sacerdoti religiosi.

A causa della mancanza di sacerdoti, la sua diocesi dipende dai laici?

Mons. Vicente Kiaziku: Sì. Ma dobbiamo preparare la gente, questo è il problema. Senza sacerdoti la preparazione è molto difficile. Abbiamo buoni catechisti, ma i laici richiedono una migliore istruzione e di essere informati del loro ruolo. I laici si aspettano molto dalle suore e dai sacerdoti, ma con tale mancanza di sacerdoti e religiosi, dobbiamo fare di più per la Chiesa.

Che speranza nutre?

Mons. Vicente Kiaziku: La mia speranza è aiutare le persone ad essere migliori. Abbiamo bisogno di formazione e con una miglior formazione, la nostra gente sarà migliore. È possibile migliorare le nostre vite. Dobbiamo andare avanti e lasciarci alle spalle alcune delle nostre abitudini tradizionali. La mia impressione è che il popolo angolano, il popolo africano, sia intrappolato nelle sue abitudini. Non stiamo facendo abbastanza per migliorare le nostre vite. Con una buona formazione ed educazione, allora è possibile un cambiamento di mentalità.

Questa intervista è stata condotta da Marie Pauline Meyer per Where God Weeps, un programma televisivo e radiofonico settimanale, prodotto da Catholic Radio and Television Network, in collaborazione con l’organizzazione internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre.

In rete:

Aiuto alla Chiesa che soffre: www.acn-intl.org
Aiuto alla Chiesa che soffre Italia: www.acs-italia.glauco.it
Where God Wheeps: www.wheregodweeps.org