Domenica, “Giornata Ispanoamericana”

Con il motto “Chiamati a essere discepoli e missionari in America”

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ROMA, venerdì, 2 marzo 2007 (ZENIT.org).- Domenica 4 marzo si celebra, soprattutto in Spagna, la “Giornata Ispanoamericana”, che cerca di promuovere l’impegno missionario nel continente americano, in cui si trova la metà dei cattolici del mondo.



In vista dell’annuale ricorrenza, la presidenza della Pontificia Commissione per l’America Latina ha rivolto ai Vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli spagnoli un particolare Messaggio, che si sofferma, nella parte iniziale, sul motto della Giornata stessa, collegandolo al tema della prossima V Conferenza dell’Episcopato Latinoamericano, che Benedetto XVI inaugurerà il 13 maggio ad Aparecida (Brasile).

La Conferenza, spiega il Messaggio, invita “a riflettere sull’identità del cristiano, chiamato a porre Gesù Cristo al centro della propria vita e a trasmettere un amore che porti ad essere suoi fedeli discepoli e autentici missionari”.

Solo dall’incontro personale con il Signore, sottolineano gli autori del testo, matura quella convinzione missionaria che ha fatto esclamare a San Paolo “Guai a me se non proclamassi il Vangelo”.

All’origine dell’“avventura degli Apostoli” c’è quindi l’esperienza di una “conoscenza diretta”, che suscita il desiderio di annunciare colui che si è conosciuto e amato personalmente.

Al termine della sua missione terrena, il Signore ha affidato ai discepoli il mandato di annunciarLo al mondo intero, un compito – rilevano il Cardinale Giovanni Battista Re, presidente della Commissione, e l’Arcivescovo Luis Robles Díaz, vicepresidente – che non si limita alla vastità geografica, ma si estende a tutti gli ambiti della vita umana: famiglia, mondo del lavoro, cultura, economia, politica.

Un’impresa di tale portata può realizzarsi solo “con la forza soprannaturale della carità”, che si manifesta nella testimonianza dell’attività missionaria.

A questo riguardo, vengono riportate le parole del Santo Padre nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale del 2006: Dio è “la prima ‘casa’ dell'uomo e solo chi in Lui dimora arde di un fuoco di divina carità in grado di ‘incendiare’ il mondo….Sta qui il segreto della fecondità apostolica dell’azione missionaria, che travalica le frontiere e le culture, raggiunge i popoli e si diffonde fino agli estremi confini del mondo”.

Ringraziando i cattolici spagnoli per l’impegno pastorale profuso in America Latina durante più di cinque secoli di evangelizzazione, la Pontificia Commissione li esorta a continuare questa missione pastorale nel Continente “della speranza”, dove brilla una religiosità sempre viva, che tuttavia “oggi più che mai ha bisogno di essere ridestata e alimentata con determinazione e audacia”.

In considerazione di questa realtà, i pastori latinoamericani auspicano che la prossima Conferenza Generale dell’Episcopato abbia come frutto principale “un’autentica ondata missionaria in tutto il Continente”.

Nella conclusione, il Messaggio esorta i fedeli spagnoli ad impegnarsi nella “meravigliosa sfida” dell’evangelizzazione, partecipando concretamente, ciascuno nel proprio ambito, all’azione missionaria, nella consapevolezza che “l'amore è e resta il movente della missione, il principio che deve dirigere ogni azione e il fine a cui essa deve tendere” (Giovanni Paolo II, Redemptoris Missio, 60).

Viene infine invocata l’intercessione di Maria Santissima, Stella dell’Evangelizzazione e Madre della Speranza, affinché ogni sforzo ed impegno “sia fondato sull’amore verso suo Figlio Gesù Cristo, via, verità e vita”.