Don Bosco non è solo dei salesiani: è un cittadino d'Italia e del mondo

In una conferenza internazionale sarà discussa la figura del santo piemontese in vista del bicentenario della nascita

Roma, (Zenit.org) Giorgia Innocenti | 466 hits

"Don Bosco appartiene a tutti, dobbiamo rilanciare il suo messaggio al mondo”. Con questa frase don Claudio Belfiore, presidente  del Cnos (Centro Nazionale Opere Salesiane per lo sport), vuole invitare i  giornalisti alla conferenza stampa internazionale sul bicentenario della nascita del santo piemontese (1815-2015), in programma giovedì 6 febbraio alle 11.30 presso la sede della Stampa estera (via dell’Umiltà 83) a Roma.

Il bicentenario della nascita del santo “è una ricorrenza che, noi salesiani stiamo preparando da circa tre anni – afferma Don Claudio - ed è l’occasione per ripresentare la figura di Don Bosco, come personaggio che ha cambiato il mondo attraverso l’opera educativa. I salesiani sono infatti presenti in 140 nazioni del mondo, anzi forse di più”.

“Siamo una realtà molto consistente e diffusa - continua Belfiore -. Se poi consideriamo tutti coloro che sono stati coinvolti dal messaggio di don Bosco, parliamo di milioni di persone sparse nel mondo e nei cinque continenti (cito, ad esempio, le Figlie di Maria Ausiliatrice, gli ex allievi). Per tutti questi motivi riteniamo che Don Bosco non sia un ‘personaggio nostro’, pur essendo il nostro fondatore: è un personaggio della Chiesa ed è un cittadino d’Italia e del mondo, che attraverso l’educazione e l’aiuto ai più deboli si è avvicinato a culture molto diverse”.

“Abbiamo pensato di organizzare la Conferenza nella sede della stampa estera perché volevamo favorire una grande apertura internazionale - continua il sacerdote -. Il motivo della partecipazione di un giornalista, lo dice la sua nazione stessa e cioè se nel suo stato è presente l’opera salesiana”.

Oggi c’è più che mai bisogno di rilanciare l’opera di Don Bosco: “È necessaria che un’attenzione educativa a tutti i livelli venga svegliata, sia in famiglia che nelle istituzioni. Attenzione educativa - secondo Belfiore - vuol dire educazione alla Persona. Senza questa non avremo futuro: dobbiamo preoccuparci di come gli individui maturano, si relazionano e costituiscono la società civile. L’opera salesiana dà importanza ai giovani, quella parte di umanità, che don Bosco definiva la porzione più preziosa e più delicata dell’umana società, da cui dipende il futuro di una società stessa”.

“L’esperienza odierna ci fa pensare che l’attenzione ai più giovani è in continuo ribasso. Qual è il futuro della gioventù e quindi quello dell’umanità? Papa Francesco ha più volte ricordato che la cura dei giovani e degli anziani determina il valore che diamo al futuro e al passato della nostra società. Gli anziani sono la memoria, la tradizione, i giovani sono il futuro. E in questo momento tali categorie sono, come dice papa Francesco, “alle periferie”. Il teologo Dietrich Bonhoeffer ha poi affermato: "Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini", ha concluso il salesiano.

È stato invitato a moderare la conferenza stampa, Antonio Preziosi, direttore del Giornale Radio Rai e Radio 1. Don Pascual Chávez, nono successore di don Bosco e Rettor Maggiore dei Salesiani, presenterà le iniziative e gli avvenimenti più importanti che contrassegneranno l’Anno del Bicentenario. Si segnala la presenza di monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Cristina Chiabotto, Miss Italia nel 2004 porterà la sua esperienza di ex allieva salesiana, e Flavio Insinna, parlerà infine della figura di Don Bosco, dopo l’interpretazione dell’omonima miniserie televisiva nel 2004.