Don Di Noto: a rischio gli sforzi compiuti per indagare sulla pedopornografia

Commenta l’emendamento sulla convenzione di Lanzarote

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ROMA, giovedì, 18 novembre 2010 (ZENIT.org).- Per don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell’Associazione Meter (www.associazionemeter.org), che lotta per promuovere i diritti e la tutela dell'infanzia, prevenire abusi e maltrattamenti e aiutare le vittime degli abusi sessuali, gli sforzi compiuti in questi anni nella lotta alla pedopornografia sono a rischio.



“‘Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3-quinquies dell’articolo 51, le parole: 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies sono soppresse’. Dietro questa formula giuridica c’è la distruzione totale di tutti gli sforzi fatti negli anni per coordinare a livello nazionale gli sforzi investigativi nella lotta alla pedopornografia”, denuncia.

Don Di Noto commenta in questo modo l’emendamento di modifica della ratifica della convenzione di Lanzarote - documento del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale - in discussione al Senato, che sopprime la competenza delle Procure Distrettuali per i reati di pedofilia e pedopornografia online.

Tale competenza è stata introdotta dalla Legge 48 del 2008 in sede di ratifica della convenzione di Budapest sulla criminalità informatica del 23 novembre 2001.

Il Senato ha apportato questo emendamento al disegno di legge già approvato dalla Camera.

“Sono modifiche che a prima vista possono sembrare irrilevanti, ma per noi che siamo addetti ai lavori significano la fine e la dispersione del nostro impegno”, ha sottolineato don Di Noto.

Sottraendo la competenza in questione alle Procure Distrettuali, ha spiegato, si “finisce per ripartire le indagini sulle singole procure, già oberate di processi e processetti e quindi non in grado di perseguire a dovere questa piaga”.

“Si tratta di una vera e propria frammentazione della lotta alla pedopornografia, una scelta che quantomeno posso definire poco illuminata”, ha confessato.

“Ma come, anziché creare un unico, pesante martello da dare in testa ai pedofili, lasciamo che ognuno faccia la guerra alla pedopornografia online alla bell’e meglio? Io non ci sto”.

Per questi motivi, il sacerdote ha lanciato un appello, esortando tutti i politici a “una marcia indietro”.

“Chiedo di bocciare quest’emendamento, altrimenti anni di sforzi e sacrifici saranno stati inutili e si vanificherà quanto previsto dalla Convenzione di Budapest diligentemente recepita dallo Stato Italiano”, ha dichiarato.