"Donare speranza e consolazione a chi non è in grado di difendersi"

Discorso del Santo Padre ad una delegazione dell'Istituto "Dignitatis humanae"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) | 252 hits

Offriamo di seguito il testo del discorso che papa Francesco ha rivolto questa mattina ad una delegazione dell’Istituto “Dignitatis humanae”, guidata dal cardinale Renato Raffaele Martino.

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Signori Cardinali,
Illustri Signori,

vi ringrazio per questo incontro, in particolare sono grato al Cardinale Martino per le parole con cui lo ha introdotto. Il vostro Istituto si propone di promuovere la dignità umana sulla base della verità fondamentale che l’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. Dunque una dignità originaria di ogni uomo e donna, insopprimibile, indisponibile a qualsiasi potere o ideologia. Purtroppo nella nostra epoca, così ricca di tante conquiste e speranze, non mancano poteri e forze che finiscono per produrre una cultura dello scarto; e questa tende a divenire mentalità comune. Le vittime di tale cultura sono proprio gli esseri umani più deboli e fragili – i nascituri, i più poveri, i vecchi malati, i disabili gravi… –, che rischiano di essere "scartati", espulsi da un ingranaggio che dev’essere efficiente a tutti i costi. Questo falso modello di uomo e di società attua un ateismo pratico negando di fatto la Parola di Dio che dice: "Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza" (cfrGen 1,26).

Invece, se ci lasciamo interrogare da questa Parola, se lasciamo che essa interpelli la nostra coscienza personale e sociale, se lasciamo che metta in discussione i nostri modi di pensare e di agire, i criteri, le priorità e le scelte, allora le cose possono cambiare. La forza di questa Parola pone dei limiti a chiunque voglia rendersi egemone prevaricando i diritti e la dignità altrui. Nel medesimo tempo, dona speranza e consolazione a chi non è in grado di difendersi, a chi non dispone di mezzi intellettuali e pratici per affermare il valore della propria sofferenza, dei propri diritti, della propria vita.

La Dottrina sociale della Chiesa, con la sua visione integrale dell’uomo, come essere personale e sociale, è la vostra "bussola". Lì c’è un frutto particolarmente significativo del lungo cammino del Popolo di Dio nella storia moderna e contemporanea: c’è la difesa della libertà religiosa, della vita in tutte le sue fasi, del diritto al lavoro e al lavoro decente, della famiglia, dell’educazione…

Sono benvenute quindi tutte quelle iniziative come la vostra, che intendono aiutare le persone, le comunità e le istituzioni a riscoprire la portata etica e sociale del principio della dignità umana, radice di libertà e di giustizia. A tale scopo è necessaria un’opera di sensibilizzazione e di formazione, affinché i fedeli laici, in qualsiasi condizione, e specialmente quelli che si impegnano in campo politico, sappiano pensare secondo il Vangelo e la Dottrina sociale della Chiesa e agire coerentemente, dialogando e collaborando con quanti, con sincerità e onestà intellettuale, condividono, se non la fede, almeno una simile visione di uomo e di società e le sue conseguenze etiche. Non sono pochi i non cristiani e i non credenti convinti che la persona umana debba essere sempre un fine e mai un mezzo.

Nell’augurarvi ogni bene per la vostra attività, invoco per voi e per i vostri cari la benedizione del Signore.

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