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E' necessario rieducare le coscienze, per tornare a distinguere il bene dal male

Roma, (Zenit.org) Carlo Climati | 739 hits

Esiste ancora la capacità di distinguere il bene dal male? Non è facile rispondere a questa domanda.

Il comportamento dei giovani è sempre il frutto di un’educazione. Oggi, purtroppo, i ragazzi sono “educati” anche dalla televisione, da internet, dai social network, dai testi delle canzoni, da certe riviste per adolescenti. Sono bombardati da messaggi che spesso contribuiscono a creare confusione.

Proviamo a fare un esempio. Un giornale ha pubblicato, tempo fa, l’intervista di un’attrice che aveva appena posato per un calendario sexy. Nello stesso articolo, la ragazza diceva di essere cristiana e di seguire gli insegnamenti del Vangelo.

Questo è, chiaramente, un esempio di confusione. I sexy-calendari, infatti, non c’entrano nulla con il messaggio di Gesù. Ma l’attrice, a quanto pare, non trovava alcuna contraddizione nel suo comportamento. E neppure il giornalista che aveva scritto l’intervista. Tutto sembrava perfettamente normale.

Il male è sempre esistito nella storia dell'umanità. E sempre esisterà. Il problema è che oggi si sta diffondendo una pericolosa tendenza a non volersi più assumere la responsabilità dei propri errori. Si sta perdendo, sempre di più, la retta coscienza. E nessuno sembra più avere il coraggio di affermare, con chiarezza, ciò che è bene e ciò che è male.

Nasce, così, uno strano fenomeno che io chiamo “Aids spirituale”. Si tratta, ovviamente, di un’immagine simbolica, che utilizzo per spiegare ciò che sta accadendo nella nostra società.

L’Aids è una malattia che colpisce il sistema immunitario. Impedisce all’organismo di difendersi, di fare “scudo” contro gli attacchi delle malattie. E così il corpo non è più in grado di fronteggiare il male che lo aggredisce.

L’Aids “spirituale” agisce nello stesso modo. Non colpisce il corpo, ma l’anima, la coscienza, lo stile di vita, la personalità.

Il continuo bombardamento di cattivi messaggi prodotto dalla televisione e da altri mezzi di comunicazione sta creando una specie di assuefazione, di abitudine al male.

Per questa ragione io parlo di “Aids spirituale”. In alcune persone sono cadute le “difese immunitarie”. Certi giovani non sembrano avere più gli “anticorpi”, le “barriere” per difendersi dai messaggi negativi che ricevono. E così, non sono più in grado di distinguere il bene dal male.

Un tormentone che sentiamo ripetere spesso è che ognuno dovrebbe essere libero di seguire la propria coscienza. Ma questa mentalità non può dare buoni frutti, perché a volte le coscienze sono deformate. Nell’era dell’Aids spirituale non esiste quasi più la capacità di riconoscere gli errori oggettivi. Perciò è veramente rischioso invitare le persone a vivere seguendo la propria visione del bene e del male.

Anche il mafioso agisce secondo la propria coscienza ed è convinto che uccidere sia un bene. Il medico che pratica l’aborto è convinto che la soppressione di una vita sia la scelta più giusta per la sua paziente. La coppia sterile che compra un bambino, dopo aver “affittato” per nove mesi la gravidanza di una donna povera, pensa che questa sia la cosa più giusta da fare. 

Sono tutti esempi di persone che agiscono secondo la propria visione del bene e del male. Ma hanno, ovviamente, una coscienza deformata che impedisce loro di riconoscere gli errori.

Per combattere il relativismo morale è necessario rieducare le coscienze. Bisogna aiutare i giovani a riscoprire il buon senso dell’errore, la capacità di capire ciò che è bene e ciò che male. Non è una strada facile, ma è da qui che bisogna ripartire per donare un futuro al mondo.