Donne e teologia a 40 anni dal Concilio Vaticano II

Si conclude a Roma un congresso ad ampia partecipazione laicale

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 7 novembre 2005 (ZENIT.org).- Le donne sono sempre più presenti nella teologia, anche se rimane molta strada da percorrere, ha constatato il Congresso “Donne e Teologia a 40 anni dal Concilio Vaticano II”, che ha avuto luogo questo fine settimana presso la Facoltà Pontificia “Marianum” di Roma.



Il congresso, organizzato dall’Istituto Costanza Scelfo della Società Italiana per la Ricerca Teologica (SIRT) (www.sirt-italia.it) ha voluto concentrarsi sul contributo femminile alla teologia e ha iniziato a vedere ogni documento conciliare alla luce della donna.

L’evento si è articolato in quattro grandi sezioni: “donne e liturgia”, “donne e Parola di Dio”, “donne e Chiesa” e “donne, Chiesa e mondo”.

Donatella Scaiola, professoressa di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università Urbaniana, ha sottolineato che il contributo femminile alla Scrittura si è concentrato soprattutto sul settore dell’esegesi.

In particolare, ha constatato, “sul versante metodologico c’è stato un apporto ricco e diversificato”.

La Scaiola ha rivelato che “la presenza delle donne è un capitolo della presenza dei laici all’interno della riflessione teologica” e ha sottolineato come il contributo della donna alla teologia sia consistente.

La biblista ha esortato le donne ad esplorare altri campi ermeneutici più generali, non limitandosi a quelli relativi alla donna.

L’esperta in ecclesiologia Sandra Mazzolini ha affermato che come teologa a volte si trova “a disagio con gli studi biblici, che sono o molto specializzati o molto banali”, e ha suggerito di studiare meglio il nesso tra Scrittura e Tradizione.

La teologa Stella Morra, della Pontificia Università Gregoriana, ha ricordato ai teologi e alle teologhe che “oggi il sapere è frammentato e la teologia non è immune a questo fatto”.

“La frammentazione dei saperi non è che è passata sopra la teologia”, ha spiegato, sottolineando che oggi è necessario un “lavoro interdisciplinare” in cui teologi fondamentalisti, dogmatici, biblisti, ecc. possano lavorare insieme, perché nessuno di loro ha “la chiave di volta” di tutto.

Marinella Perroni, presidente del Coordinamento Teologhe Italiane, ha commentato che curiosamente ci sono più donne specializzate in Antico Testamento che nel Nuovo Testamento.

Il Simposio ha accolto un centinaio di partecipanti, molti dei quali giovani donne che si dedicano alla teologia in vari centri d’Italia.