Dopo il 28 febbraio, continueremo a nominare Benedetto XVI nel Canone della Messa?

Risponde padre Edward McNamara, L.C., professore di Teologia e direttore spirituale

Roma, (Zenit.org) | 1374 hits

Un lettore di lingua inglese ha proposto la seguente domanda all'attenzione di padre Edward McNamara:

Dopo il 28 febbraio e prima dell’elezione del nuovo Sommo Pontefice, si continua a nominare papa Benedetto nel Canone della Messa? Io penso che bisogna comportarsi come si fa quando muore un Papa, cioè non viene nominato, mentre il vescovo locale viene nominato. -- E.R., Keimoes, Sud Africa

Il parere espresso dal nostro lettore è corretto. Anche se - grazie a Dio – Benedetto XVI sarà ancora tra di noi, la Santa Sede sarà vacante dalle ore 20.00 di giovedì 28 di febbraio (ora di Roma; a New York saranno le ore 14.00 e a Sydney le ore 04.00 di venerdì 1° marzo).

Per quanto riguarda il nominare del Papa nel Canone della Messa, i manuali liturgici più recenti non entrano nel dettaglio ma si possono ancora trovare dei manuali anteriori al Concilio Vaticano II che trattano gli aspetti più arcani della liturgia. 

In questo caso il nome del Santo Padre, e l’intera frase che fa riferimento al Pontefice, viene omessa dalla Preghiera Eucaristica durante il periodo della Sede Vacante. Vengono quindi nominati solo il vescovo locale e il clero secondo la forma letteraria di ogni preghiera.

Ad esempio, la Preghiera Eucaristica II suonerebbe: “Insieme con... il nostro Vescovo N., e tutto il clero”.

Nella Diocesi di Roma: “Insieme con.... tutto il clero”. Anche se il Cardinale Vicario di Roma e i vescovi ausiliari rimangono nelle loro funzioni, la loro menzione collettiva è opzionale.

Una procedura analoga viene seguita in ogni diocesi dopo la morte o la rinuncia dell’Ordinario locale. Durante un periodo di vacanza della sede vescovile, la frase “il nostro Vescovo N.” è anche semplicemente omesso. Viene menzionato invece il nome di un amministratore apostolico, ma non quello di un amministratore diocesano temporaneo.

Nel caso in cui sia la diocesi e la Santa Sede diocesi sono vacanti i sacerdoti seguono la stessa prassi come nella diocesi di Roma, omettendo cioè entrambi i nomi.