È "bullismo" dire: "prego per te"?

Il caso di un'ergoterapeuta inglese, sospesa dal lavoro per aver invitato una collega musulmana nella propria parrocchia e per averle regalato un libro su una storia di conversione dall'islam al cristianesimo

Londra, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 441 hits

Le sue colpe sono tre: aver detto a una collega musulmana che avrebbe pregato per lei, averla invitata in chiesa e, per giunta, averle regalato un libro avente ad oggetto la storia di una donna islamica che si converte al cristianesimo.

Per queste ragioni, la 37enne Victoria Wasteney è stata denunciata con l’assurda accusa di “bullismo”. La donna, di professione ergoterapeuta, è stata sanzionata dal Sistema Sanitario Nazionale britannico, con la sospensione per nove mesi dall’attività lavorativa, e diffidata dall’affrontare temi religiosi in sede aziendale.

Per nulla scoraggiata, la signora Wasteney ha promesso battaglia legale nei confronti della East London NHS Foundation Trust, per la quale coopera nell’ambito di un team di trenta terapisti occupazionali. “Io credo nella tolleranza verso tutti, per questo contesto quello che mi è accaduto”,  ha dichiarato lo scorso febbraio, dopo la sanzione comminatagli.

Sul lavoro Victoria aveva fatto amicizia con la sua collega musulmana, da poco trasferitasi a Londra. Con molta libertà, naturalezza e reciproco rispetto avevano parlato a lungo delle loro rispettive fedi e Victoria aveva più volte invitato l’amica ad alcune attività parrocchiali, senza comunque mai fare proselitismo nei suoi confronti.

Le due donne avevano scoperto un’ampia gamma di interessi in comune, tra cui la causa umanitaria contro il traffico di esseri umani, sostenuta anche dalla comunità frequentata da Victoria, che aveva intuito “che Dio aveva un progetto” sulla sua amica.

Un giorno però la musulmana si era ammalata e la Wasteney era andata a trovarla in ospedale, regalandole, per l’occasione, un libro intitolato I Dares to Call Him Father (Ho osato chiamarlo Padre), che raccontava la già citata storia di conversione.

Victoria aveva poi incoraggiato l’amica a chiedere aiuto a Dio per la propria guarigione: poiché l’inferma non trovava le forze per pregare, l’amica lo fece per lei. Senza nominare Cristo, né Allah, e forse senza nemmeno dire “Dio” o “Signore”, Victoria affermò genericamente: “Credo che Tu porterai pace e guarigione”.

Il caso legale della signora Wasteney è ora seguito dal Christian Legal Center, nella persona dell’avvocato Paul Diamond, esperto di diritti umani.

Andrea Williams, direttore esecutivo del Christian Legal Center, ha dichiarato che il caso dimostra che “il sistema sanitario nazionale (britannico, ndr) è sempre più dominato da una soffocante agenda liberal che sceglie di fare i salti mortali pur di favorire certe fedi ma punisce i cristiani”.

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Fonti:

http://www.tempi.it/dice-alla-collega-musulmana-posso-pregare-per-te-la-sanita-inglese-la-sospende-per-bullismo#.U7qeD7FVPZY

http://www.telegraph.co.uk/health/healthnews/10933206/NHS-worker-who-bullied-Muslim-by-praying-for-her.html